Partita interrotta da calci e pugni Accuse in attesa delle squalifiche

Popoli-Real Carsoli di Prima categoria fermata per le botte tra calciatori, poi si gioca fino alla fine La società di casa non commenta, gli ospiti scagionano l’allenatore. Giovedì le decisioni della Figc
POPOLI. Sarà il giudice sportivo della Figc Abruzzo a decidere le sanzioni per i giocatori coinvolti nella rissa durante l’incontro tra Popoli e Real Carsoli, partita del girone A di Prima categoria vinta dagli ospiti 1-3. A quanto mostra il video che ha ripreso il parapiglia, diventato presto virale sui social, le squalifiche non dovrebbero essere leggere.
Poco più di un mese fa un calciatore popolese è stato punito con lo stop fino a giugno per minacce all’arbitro e un contatto fisico che non ha prodotto lesioni. Domenica al Comunale di via dello Sport si è però andati decisamente oltre. Le immagini lasciano poco all’interpretazione, almeno per quanto riguarda il vivo della rissa, scoppiata appena dopo la rete dell’1-2 nei minuti finali su calcio di rigore (come ognuno dei quattro gol della partita). La gara poi è finita regolarmente, con tre espulsioni tutte per motivi di gioco.
La partita era accesa e sentita: Popoli era primo in classifica, posizione che a fine giornata ha perso per le vittorie delle dirette inseguitrici. Difficile dire se la scazzottata sia nata da un gesto mal interpretato, dal fastidio per un’esultanza ritenuta eccessiva o semplicemente per il nervosismo generale. Fatto sta che il video inizia con i giocatori, compresi quelli delle panchine, tutti a centrocampo: da un lato c’è un componente di una delle panchine che viene invitato a uscire, dall’altro volano calci e pugni; un portiere e altri calciatori menano a destra e a manca; qualcuno cade a terra e qualcun altro si toglie la maglia, forse per evitare di essere identificato dall’arbitro, Matteo Sacripante della sezione di Teramo: il suo resoconto sarà fondamentale per le sanzioni della Figc Abruzzo, attese per giovedì.
Nei commenti al video su Facebook partono le accuse, verosimilmente da persone riconducibili alle due società: c’è chi addebita la scintilla a giocatori della panchina del Popoli che hanno aggredito un ragazzo che esultava, e chi al portiere. Qualcun altro scrive che la scintilla è stata innescata dal tecnico del Carsoli Massimo De Angelis. Una circostanza questa nettamente smentita dal dirigente carsolano Loreto Flamini: «L’allenatore era entrato per fare da paciere, dividere i litiganti e placare gli animi», afferma Flamini a nome di tutta la società, «è un episodio che ci auguriamo non dia adito a cose simili in futuro, come del resto è avvenuto subito dopo, visto che la partita è arrivata regolarmente alla fine. Inoltre in tribuna non è successo nulla tra noi e i popolesi».
Dall’altro lato la società del Popoli non ha voluto commentare: la dirigenza, contattata, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, ma si è riservata di farlo eventualmente dopo un confronti tra dirigenti.
Difficile dire se ci saranno strascichi extrasportivi. I carabinieri della stazione di Popoli sono intervenuti a rissa finita, e sul momento non sono state manifestate ai militari intenzioni di sporgere denuncia. Non è però escluso che i più accesi vengano individuati e convocati in caserma per essere sentiti. Di certo a Popoli le partite della squadra di calcio, tra l’altro considerata tra le candidate alla vittoria del campionato, non hanno mai dato problemi di ordine pubblico.
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