Pasqua al servizio dei bisognosi «E gli ucraini non resteranno soli»

17 Aprile 2022

Organizzate dalle associazioni di volontariato iniziative per i profughi e per le persone in difficoltà Il Banco alimentare ha donato 9 quintali di viveri e due consiglieri le uova di cioccolato per i bimbi 

PESCARA. Una messa per i poveri e i profughi ucraini. Sarà celebrata oggi alle 10 nella cittadella della Caritas di via Alento, a San Donato. La liturgia, che affianca i senzatetto e le famiglie ucraine arrivate a Pescara per sfuggire alla guerra, sarà officiata da don Andrea Cericola. Dopo la messa, gli ospiti saranno accolti nella mensa della Caritas, guidata da Corrado De Dominicis, per consumare il pranzo pasquale con i prodotti tipici della tradizione.
Il rito solidale del pranzo si ripeterà, oggi, nel giorno di Pasqua, negli alberghi di Pescara, Montesilvano e le strutture di accoglienza della provincia, dove sono alloggiati gli sfollati. Il cuore grande dei pescaresi si intenerisce di fronte ai tanti bambini, scampati alle bombe, che oggi sono più sereni grazie all'aiuto dei volontari di tante associazioni che si stanno occupando di ogni loro bisogno. Uova di cioccolata giganti e lecca lecca con peluche, bamboline e coniglietti perché sia più giocosa e serena la Pasqua cattolica dei 16 bambini ucraini di Kharkiv, alcuni dei quali orfani, che dal 13 marzo alloggiano all'hotel Maja con 24 adulti, e che ieri e venerdì santo hanno ricevuto in dono un carico di dolcezze.
Ad allietare la giornata di festa l'iniziativa, promossa da Olga Nezhrurina, originaria di Kharkiv e volontaria della Protezione civile Valpescara che ha accolto l'omaggio dei consiglieri comunali, Maria Luigia Montopolino e Vincenzo D'Incecco. Con le uova di Pasqua, messe a disposizione dalla fondazione onlus «Oltre le parole» coordinata da Victoriano Lemme, i piccoli ucraini, hanno fatto festa con mamme e nonni, in attesa di celebrare la loro Pasqua ortodossa, il prossimo 24 aprile. Un cesto di cioccolatini e lecca lecca con i coniglietti, è stato donato dalla negoziante pescarese Monia Passarelli insieme ad un gruppo di amici, Gianni, Ida e Adriano, che hanno distribuito personalmente le leccornie, divorate in un attimo.
Hanno detto “grazie” in italiano i piccoli orfani, Sofia e Nastia, 5 e 3 anni, accompagnati dalla nonna Lijuba, giunti da Borodianka e la piccola Anna, da Kharkiv, che ieri ha pranzato con nonno Sergej. La solidarietà continua con i 9 quintali di viveri donati dal Banco alimentare pescarese a due associazioni del territorio che hanno impacchettato i prodotti alimentari, alcuni dei quali destinati alle persone celiache, e li hanno consegnati a 35 famiglie che ospitano i profughi ucraini, sparsi tra la provincia di Pescara e di Chieti.
Pasta, olio, passate di pomodoro, legumi in scatola, tonno e cibo per soggetti intolleranti, sono stati offerti dal Banco alimentare, diretto da Mimmo Trivisani, ai rappresentanti della comunità Eritrea, guidata da Fortunato De Leo ed Elsa Mezenghie e all'associazione Nessuno escluso, presieduta da Kateryna Alerush.
La consegna è avvenuta nei locali del deposito comunale in piazza Italia dove, dall'inizio del conflitto bellico, sono stati raccolti cibo e vestiario destinato agli sfollati e da dove sono partiti già 12 camion stracolmi verso l'Ucraina.
«Questa iniziativa», spiega Trivisani, «invece si rivolge a chi è arrivato da noi, è ospite da parenti e amici, e ha bisogno di tutto». «I pacchi di viveri», rivela Alerush, «sono stati portati, casa per casa, a 35 famiglie di Pescara, Montesilvano, Cappelle sul Tavo, Cugnoli, Città Sant'Angelo, Francavilla, Ortona e Chieti. Abbiamo consegnato anche cibo per celiaci e omogeneizzati per neonati di 10 mesi». L'associazione ha ricevuto un carico di viveri anche da parte della Misericordia, guidata dal governatore Cristina D'Angelo.
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