Patteggia un anno per la tragedia in A25

L’operatore di Strada dei Parchi, pennese di 47 anni, non segnalò adeguatamente il restringimento della carreggiata
PENNE. Si chiude con un patteggiamento a un anno di reclusione - con pena sospesa - il processo a carico dell’operatore di Strada dei Parchi, responsabile del tragico incidente stradale in cui perse la vita il 56enne di Trasacco, Augusto Cicchinelli. Il Tribunale di Pescara ha ratificato l’accordo tra le parti e messo la parola fine a una vicenda giudiziaria andata avanti per quattro anni. Il caso risale al 15 ottobre 2022. L’imputato - Domenico Ranalli, 47 anni, originario di Penne e operatore unico del Terzo centro di sicurezza autostradale - era intervenuto lungo la carreggiata in direzione Roma, all’altezza di Scafa, per un’auto in fiamme ferma sulla corsia di emergenza. Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Pescara nell’istruttoria a cura del pubblico ministero Giuliana Rana, l’operatore lasciò in sosta il furgone di servizio e posizionò alcuni coni e un cartello di direzione obbligatoria per segnalare il restringimento della carreggiata da due a una sola corsia.
Tuttavia l’intervento si rivelò incompleto rispetto alle norme sulla sicurezza del traffico. In particolare, non furono attuati il decreto ministeriale del 10 luglio 2002 e le linee guida aziendali: sulla corsia d’emergenza mancavano i cartelli “altri pericoli”, “limitazione della velocità” e “divieto di sorpasso”, unitamente al pannello integrativo per la riduzione delle corsie. In quella circostanza non fu inoltre richiesto l’ausilio di un secondo operatore, come invece previsto in condizioni di criticità. Per il giudice del tribunale di Pescara, a causa di tali omissioni, Augusto Cicchinelli - padre di un bambino, manager nell’ambito del turismo e anima del Gal, il Gruppo di azione locale della Marsica che si occupa della promozione e dello sviluppo del territorio - sopraggiunto alla guida del proprio mezzo, non ebbe modo di percepire tempestivamente la presenza dell’ostacolo e il pericolo in atto.
L’automobilista urtò il cartello direzionale posizionato sulla carreggiata, perdendo il controllo e deviando repentinamente verso sinistra, fino a schiantarsi con violenza contro il new jersey centrale. Le gravissime lesioni riportate nello scontro richiesero il ricovero d’urgenza all’ospedale di Pescara. Circa un mese dopo fu trasferito in una struttura riabilitativa, dove morì per le conseguenze del trauma. I familiari si sono affidati all’assistenza di Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nella tutela degli affetti delle vittime della strada, oltre ai propri legali fiduciari. «L'automobilista non fu messo nelle condizioni di avvedersi per tempo del cantiere temporaneo», ha commentato Mario Ricci di Giesse dopo la pronuncia della sentenza. Il fato si scagliò con violenza contro i familiari di Cicchinelli appena due anni dopo, quando anche la moglie, Victoria Dejean, perse la vita in un drammatico incidente stradale nel Fucino, a Strada 34, nelle vicinanze di Borgo Ottomila.
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