Patto tra sei sindaci per la sicurezza

4 Luglio 2018

La Prefettura: 37 milioni di euro per la videosorveglianza nell’area metropolitana

PESCARA. Sei Comuni, e cioè Pescara, Montesilvano, Spoltore, Città Sant’Angelo, Cepagatti e Penne, hanno siglato con la prefettura un patto contro la criminalità e il degrado attraverso l’attivazione sui territori dei sistemi di videosorveglianza.
La prefettura di Pescara ha reso noto che è pari a 37 milioni di euro la cifra disponibile nel triennio 2017/2019 per dare la possibilità alle municipalità di organizzare una rete per «contrastare i fenomeni di degrado e criminalità diffusa e predatoria attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza».
Le modalità di presentazione delle richieste di accesso ai finanziamenti e le ripartizioni delle risorse sono state definite con decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro delle Economie e Finanze, sin da gennaio 2018. Il 30 giugno sono scaduti i termini di presentazione delle domande da parte dei Comuni con i quali la prefettura ha sottoscritto quattro “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”.
Il patto con Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo «prevede la realizzazione del sistema di videosorveglianza che monitorerà il perimetro» dell’agglomerato urbano «con telecamere di contesto e per la lettura delle targhe».
Il patto con il solo Comune di Pescara «garantirà la sicurezza urbana attraverso la prevenzione del degrado e il contrasto dei fenomeni di illegalità nelle aree centrali» ma anche quelle «più periferiche» da Rancitelli a Zanni, ad esempio. Il patto con i Comuni di Penne e Cepagatti prevede che i controlli debbano essere estesi «ai luoghi di maggiore aggregazione delle persone, ai punti nevralgici della viabilità, alle aree considerate sensibili».
I patti, sottoscritti dal prefetto Gerardina Basilicata e dai sindaci delle varie amministrazioni coinvolte, Marco Alessandrini (Pescara), Francesco Maragno (Montesilvano), Luciano Di Lorito(Spoltore), Gabriele Florindi (Città Sant’Angelo), Gino Cantò (Cepagatti) e Mario Semproni (Penne), definiscono concretamente «gli interventi da mettere in campo» e «incidono su specifici contesti territoriali».
Entro il 31 agosto le prefetture trasmetteranno i progetti che regolamentano i dettagli del sistema globale di videosorveglianza al Ministero dell’Interno che stilerà una graduatoria nazionale degli elaborati pervenuti. I finanziamenti saranno concessi sulla base dei progetti ritenuti maggiormente calati sul territorio. L’attuazione dei patti sarà monitorata attraverso una cabina di regia in prefettura.