Pd deluso, Fina chiama Zingaretti

14 Settembre 2019

Esclusi D’Alfonso e Legnini. Vacca saluta, ed è scontro tra Marsilio e Paolucci

L'AQUILA . «Sono contento che al governo ci sia un abruzzese con esperienza istituzionale come Castaldi, che peraltro ha una delega trasversale come quella dei rapporti con Parlamento, che permette di poter agire utilmente per dare risposte ai problemi del territorio e delle comunità regionali». Il senatore Pd, Luciano D'Alfonso, uno dei favoriti nella corsa alla poltrona di sottosegretario, smorza le polemiche. Il suo nome, insieme a quello dell'ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, è stato speso fino alla fine, con l'Abruzzo che, alla fine, ha portato a casa un risultato risicatissimo, almeno sul piano numerico. E mentre l'ex sottosegretario, Gianluca Vacca, augura con garbo "buon lavoro" al collega del Movimento 5 Stelle, Gianluca Castaldi, c'è chi come il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha definito "inconsistente la delegazione al Governo".
NON È UN PROBLEMA. «Esprimo soddisfazione», dice D'Alfonso, «per essere stato considerato da molti spendibile per una funzione di governo sino all'ultimo minuto. Non credo sia un problema che, poi, questa opportunità non si sia realizzata: ho un ruolo molto utile per lavorare a favore dell'Abruzzo in commissione e in aula al Senato, tanto più che oggi questo ruolo potrà svolgersi con impegno maggiore nel perimetro della maggioranza di governo. In particolare», prosegue D'Alfonso, «da questa mattina sto lavorando per far replicare la collaborazione tra Pd e M5S in tutti i livelli di rappresentanza, nella convinzione che questa è una strada che potrà aprire una nuova stagione di riformismo utile per i cittadini e i loro progetti di vita. Non credo, infine, che vi siano stati agenti contrari in questa vicenda, sia perché si tratta di dinamiche normali, sia perché non ne colgo la consistenza, sia perché il risentimento non può essere una dotazione di chi fa politica. Può farne uso solo chi ha coltivato la sua dimensione privata e questo non mi appartiene».
ABRUZZO DEBOLE. Di tutt'altro tenore il commento del presidente della Regione: «L’elenco dei viceministri e sottosegretari certifica la debolezza, se non l’inconsistenza, della delegazione abruzzese M5S- Pd», afferma Marsilio, «la cosa non mi stupisce, tuttavia mi preoccupa dover constatare che al Governo della Nazione non ci sia un solo abruzzese ritenuto meritevole di occuparsi di una qualunque competenza del territorio. L’unico sottosegretario, a cui faccio i migliore auguri di buon lavoro, è infatti incaricato di gestire i Rapporti con il Parlamento, un ruolo di “palazzo” con nessun impatto diretto sul territorio. Nel frattempo, non è chiaro chi si occuperà della delega alla ricostruzione e se la stessa verrà conservata da Crimi, promosso a viceministro degli Interni». Affermazioni a cui risponde il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci: «Qualcuno dovrebbe far notare a Marsilio che non è più un parlamentare romano di opposizione. È paradossale che sia proprio lui ad evidenziare la questione di competenza territoriale all'interno del nuovo governo».
LA POLITICA È COSÌ. «Un grande in bocca al lupo all’amico e collega Castaldi che saprà svolgere al meglio il ruolo di sottosegretario al ministero dei rapporti con il Parlamento. Far parte del Governo è un onere ed un onore e, da cittadino abruzzese, sono sollevato di aver lasciato il testimone ad un membro del M5S. Adesso a lavoro per il bene dell’Italia!», le parole dell'ex sottosegretario ai beni culturali, con delega alla ricostruzione, Gianluca Vacca, «ho ricevuto molti attestati di stima per il lavoro svolto. L'Abruzzo può contare su un buon numero di parlamentari di maggioranza, che sono certo porteranno avanti le istanze del territorio. Quanto alla mia mancata riconferma, nessuna delusione. Solo la consapevolezza che la politica è così. Il mio nome è stato in ballo fino alla fine, poi gli incastri hanno fatto sì che ci fosse una diversa composizione. Continuerò a lavorare per l'Abruzzo».
FINA E ZINGARETTI. Il segretario regionale del Pd, Michele Fina, ha chiesto un incontro al segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti: «Alla luce della composizione del Governo, si rende ancora più evidente una "questione Abruzzo". Il nostro territorio merita attenzione». Mentre l'assessore regionale, Mauro Febbo, sottolinea come «l'Abruzzo sia rimasto a bocca asciutta, senza ruoli strategici. Dalla nuova formazione "giallorossa" ci saremmo aspettati una considerazione e un’attenzione maggiori».
L'ironia del senatore di Fi, Nazario pagano, corre su Twitter: «Crimi da sottosegretario è stato promosso viceministro: sarà stato un premio per aver tentato di spegnere Radio Radicale o per aver preso in giro i terremotati? Dubbi amletici», dichiara. E aggiunge: «Ancora una volta l'Abruzzo esce fuori con le ossa rotte. Rispetto alla lega, si ipotizzava che il Pd potesse avere un maggior peso a livello nazionale, invece è scomparso dai radar. L'incarico di Castaldi, a cui rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro, è di natura istituzionale, non operativa. L'Abruzzo resta fuori da settori strategici come infrastrutture ed economia». Anche per il segretario regionale di Fratelli d'Italia, Etel Sigismondi, «il nuovo Governo boccia l'Abruzzo. La scelta fatta da Conte certifica l'inefficacia dei parlamentari abruzzesi evidentemente ritenuti non idonei a ricoprire ruoli pesanti». (m.p.)