Penne, assemblea per la scuola Giardini

PENNE. La delocalizzazione della scuola Mario Giardini continua a far discutere. L’approvazione nel corso dell’ultimo consiglio comunale della deroga al prg necessaria per dare lo start ai lavori...
PENNE. La delocalizzazione della scuola Mario Giardini continua a far discutere. L’approvazione nel corso dell’ultimo consiglio comunale della deroga al prg necessaria per dare lo start ai lavori della nuova scuola, in via dei Lanaioli, non ha scoraggiato il fronte del no.
Alcuni cittadini, soprattutto quelli facenti capo al comitato cittadino Penne unita, stanno organizzando una maxi assemblea popolare per discutere della questione.
La decisione di spostare la scuola dalla centrale via Caselli alla più periferica via dei Lanaioli, politicamente voluta esclusivamente dal Partito democratico pennese, continua a dividere e spaccare l’opinione pubblica del capoluogo vestino.
Il segretario di Rifondazione comunista Gabriele Frisa, uno dei più grandi detrattori dello spostamento dell’istituto scolastico, ha chiesto agli esponenti locali di tutte le forze politiche cittadine contrarie alla delocalizzazione di attivarsi con i rispettivi rappresentanti in Parlamento per un’interrogazione parlamentare sulla vicenda Giardini.
«A livello nazionale», ha detto Frisa, «il Partito democratico di Renzi privilegia la ristrutturazione o la messa in sicurezza dei vecchi edifici scolastici, mentre nella nostra piccola comunità il Pd ha scelto di cementificare contro la volontà di una grande fetta di cittadinanza». «A Picciano», ha proseguito Frisa, «inoltre, la costruzione di un nuovo edificio scolastico con palestra e parcheggio, costerà solamente un milione 500mila euro. Invece a Penne, solo per un paio di classi in più, senza palestra e parcheggi, si spenderanno circa 5 milioni 500mila euro».
Francesco Bellante
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