«Penne e Collecorvino, assistenza a rischio»

18 Giugno 2017

Il consigliere regionale Pettinari (M5s) segnala la paralisi del piano sociale e parla di attività in bilico

PENNE. Rischiano di trovarsi senza servizi socio sanitari i cittadini di Penne e Collecorvino. In bilico le prestazioni domiciliari, trasporto disabili e assistenza anziani. A denunciare il caso è Domenico Pettinari. È lui, con il capogruppo in Consiglio comunale del M5S di Penne, Luca Falconetti, a portare alla luce una situazione drammatica.
«Il piano sociale regionale non va. Numerosi i punti che non chiariscono chi debba fare cosa e soprattutto con quali fondi», attaccano i consiglieri pentastellati. Nel distretto sociale 19, denominato Vestino, i Comuni di Penne e Collecorvino sollevano argomentazioni critiche sulle linee guida per l’applicabilità dei servizi.
«Nell’agosto scorso, il Consiglio approvò il piano sociale regionale 2016 - 2018 e relative linee guida d'attuazione. Sono stanti dunque individuati i nuovi ambiti distrettuali e le procedure per avviarne la costituzionei. A distanza quasi di un anno da quelle decisioni, tutte le criticità da noi sollevate si stanno puntualmente manifestando. La Regione ha passato la palla ai Comuni, che si ritrovano a dover prendere impegni con i propri cittadini senza avere certezze sulla fattibilità delle singole voci e sulla copertura economica per realizzarle. Il caso più clamoroso» rimarca Pettinari « è quello del distretto numero 19 Vestino, di cui fanno parte Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Collecorvino, Farindola, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Penne, Picciano, Vicoli e Villa Celiera. La conferenza dei sindaci del 12 gennaio scorso ha individuato Carpineto della Nora quale Comune capofila e approvato uno schema di convenzione per gestire i servizi sociali. Una decisione che ha visto contrari i Comuni di Penne e Collecorvino. La disposizione in questione si prefigura come una sorta di delega in bianco, tutta a favore del Comune di Carpineto della Nora, senza che sia dato conoscere quale sia l’effettiva modalità di gestione dei servizi, quali le risorse finanziarie, organizzative e umane da impiegare. Non è possibile » chiosa Pettinari, «ignorare quanti oneri i Comuni associati sarebbero chiamati a sostenere». (f.bel.)
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