Penne, il San Massimo torna ospedale di base con 98 posti Il sindaco: «Ora più servizi»

14 Dicembre 2023

Con il riordino approvato in consiglio regionale, diventa sede di pronto soccorso Petrucci: «Atto importante per il futuro dell’area, ma la partita è ancora aperta»

PENNE. L’ospedale San Massimo di Penne torna a essere presidio sanitario di base con sede di pronto soccorso. Il consiglio regionale di martedì scorso ha decretato il riordino della sanità regionale. Per l'ospedale vestino un passaggio fondamentale, che di fatto riconsegna qualche certezza in più agli utenti.
«L’area vestina da oggi ha un presidio ospedaliero di base nonostante le indicazioni del DM 70 indicassero per Penne un nosocomio di area disagiata. Un’operazione di rilevanza strategica con l’obiettivo di mettere in primo piano le reali esigenze della comunità», sottolinea il consigliere regionale Leonardo D'Addazio, presidente della commissione sanità. «Con la qualifica di ospedale di base il San Massimo potrà contare su 83 posti letto più 15 diurni. Saranno 2 le Unità operative complesse, Medicina generale e Lungodegenza, e 4 le Unità operative semplici dipartimentali: Diagnostica apparato digerente, Chirurgia generale, Medicina e chirurgia d’urgenza, Ortopedia e Traumatologia» sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d'Italia.
Il San Massimo sarà inoltre caratterizzato anche da 4 Unità operative semplici - Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Terapia intensiva, Direzione sanitaria di presidio - e 9 servizi: Diabetologia, Cardiologia, Oculistica, Radiologia, Emodialisi, Farmacia ospedaliera, Oncologia, Servizio trasfusionale, Laboratorio d’analisi. «Un nuovo modello di assistenza territoriale che per ciascun territorio ha previsto un’adeguata offerta sanitaria a beneficio di cittadini e operatori della sanità», conclude D'Addazio.
Soddisfatto anche il sindaco Gilberto Petrucci. «È un atto importante per il futuro della sanità vestina. La nuova classificazione del San Massimo, in ospedale di base, consente di calare una concreta offerta sanitaria sul territorio vestino. Il provvedimento», va avanti Petrucci, «è il primo tempo di una partita che stiamo giocando dal 2019 con lotte e manifestazioni. Ora dobbiamo lavorare e confrontarci con Regione e Asl di Pescara per ottenere servizi e posti letto. I due ospedali di base della provincia pescarese, Penne e Popoli», osserva ancora il sindaco Petrucci, «sono un risorsa per migliorare la sanità nelle aree interne e, non ultimo, per sostenere l'ospedale di Pescara, sempre più in affanno. Il prossimo passo», conclude il primo cittadino di Penne, «è legato all'approvazione dell'Atto aziendale della Asl di Pescara. Sarà il secondo tempo della nostra partita».
«Bene l'ospedale di base, ma importante sarà l'atto aziendale della Asl da parte del direttore generale», sottolinea il segretario generale Fials, Gabriele Pasqualone. «La Asl di Pescara deve portare a Penne servizi e professionalità. Sarà fondamentale riaprire il reparto di geriatria. Siamo una popolazione anziana e spesso mancano posti letto. Non c’è il neurologo, manca l’urologo e poi non è possibile che per fare determinati esami al laboratorio analisi debba partire una macchina per il trasporto delle provette a Pescara. Quando eravamo ospedale d'area disagiata avevamo dei servizi che ora non abbiamo e che sono fondamentali», conclude.
©RIPRODUZIONE RISERVATA