Penne, lavori alla diga Chiusa la strada che porta a Collalto

24 Ottobre 2018

Si tratta delle opere per la sicurezza funzionale e sismica dell’impianto in corso sulla spalla destra dell’invaso

PENNE. Strada del lago chiusa a Penne per i lavori per la sicurezza funzionale e sismica della diga di Penne.
Si tratta di lavori in corso sulla spalla destra della paratia della diga per l’importo complessivo di un milione e 332.410 euro, di cui 884.348,60 euro per lavori e 448.005,63 per somme a disposizione dell’amministrazione comunale. Sono fondi ottenuti interamente dal Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) 2014/2020. I lavori prevedono la realizzazione di una palificazione con ben 142 pali in calcestruzzo plastico del diametro di 800 millimetri di profondità variabile e l’installazione di sei piezometri a tubo aperto. Il tratto di diga è transitabile solo dai veicoli dei residenti e dai bus scolastici.
Il fenomeno erosivo cui è sottoposta la parte destra della diga è dovuta anche alla particolare struttura di questa costruzione, in quanto l’intero sbarramento delle acque poggia su terreno sedimentoso. La paratia per la fuoruscita dell’acqua della diga si trova invece sulla spalla sinistra della diga: una grande saracinesca fa defluire le acque di sfioro direttamente nel fiume Tavo in caso di emergenza per la diga. I lavori sulla spalla destra servono invece ad evitare pericoli in caso di innalzamento elevato del livello del lago. Una volta conclusi i lavori, la strada verrà riaperta a tutti i veicoli.
Presto bisognerà provvedere anche alla messa in sicurezza del secondo attraversamento della diga, quello che porta alle case e al centro di Collalto. Si sono conclusi invece i sondaggi e le indagini geotecniche richieste dal Consorzio Bonifica Centro per verificare la vulnerabilità sismica della diga di Penne. Le indagini geotecniche, costate poco più di 30mila euro e progettate dallo studio Masciotta di Roma, non avevano evidenziato rischi per la struttura in caso di terremoto. La conformazione dell’invaso - che è anche riserva naturale e Oasi del Wwf gestita dalla cooperativa Cogecstre - è infatti una sorta di imbuto scalare. I residenti della zona si accorgono del rischio acqua alta quando anche la seconda casa che si trova sulla sponda del lago viene completamente sommersa dal lago.