Penne, Medicina diventa reparto Covid

Con l’aumentare dei casi, arrivano pazienti anche da Pescara. E l’organico è sempre più in affanno, tra contagi e malattie
PENNE. Torna a essere un reparto Covid-19 l'unità operativa complessa di Medicina di Penne. Dopo che nelle ultime settimane è cresciuto sempre di più il numero di positivi all'interno del reparto, sia tra i pazienti che tra il personale medico, infermieristico e Oss, la Asl di Pescara ha praticamente riconvertito il reparto in reparto Covid. Sono 20, attualmente, i pazienti positivi ricoverati e a questi vanno aggiunti diversi infermieri, Oss, e anche un medico, che si sono infettati.
«A Penne si sono positivizzati 13 pazienti sui 24 ricoverati già la settimana scorsa, di questi alcuni sono stati già dimessi», fa sapere il direttore sanitario della Asl di Pescara, Antonio Caponetti. «Anche i restanti pazienti negativi sono stati dimessi, per cui si è creata una disponibilità di posti che ci ha consentito il trasferimento di alcuni pazienti positivi in discrete condizioni da Pescara, ove non abbiamo più posti. Oggi», continua il direttore Caponetti, «sono ricoverati nel reparto di Medicina a Penne 13 pazienti che saranno progressivamente dimessi o trasferiti alla clinica Spatocco, con la quale abbiamo fatto una convenzione per i pazienti stabilizzati, così come già si è fatto la volta precedente». Nel reparto di Medicina di Penne a oggi si vive una difficile situazione per quanto riguarda l'organico. L'ex sindaco Mario Semproni non ha firmato la disponibilità a prestare servizio post pensione e dal primo gennaio scorso non fa parte più dello staff medico del reparto. A oggi, compreso il dottor Dante Orlando, facente funzioni anche di primario, sono cinque i medici che prestano servizio effettivo, di cui 2 nuovi in servizio da soli 3 mesi. Le carenze più gravi sono però nel comparto infermieristico ed Oss. Il reparto di Medicina fa i conti con una carenza del 40% tra infermieri e Oss, assenti tra positivi e malattia. Agli stessi infermieri di Medicina, con l’oss di turno al Pronto soccorso, è stato anche dato incarico di occuparsi di prelevare i malati Covid in arrivo da Pescara per portarli in reparto. «Il San Massimo non è adeguato a sostenere una simile emergenza», interviene il consigliere comunale di opposizione Gabriele Frisa, «mancano ascensori appositi e anche per effettuare alcuni esami non ci sono attrezzature doppie. I raggi si effettuano sempre con la stessa apparecchiatura, sia per i positivi che per i pazienti non infetti. C’è bisogno che sull’ospedale di Penne si inizi a investire». Da quando al San Massimo sono stati trasferiti pazienti Covid-19 sono scesi anche gli accessi al pronto soccorso. «Abbiamo fiducia che la situazione possa risolversi nel più breve tempo possibile», commenta il segretario regionale Fials Gabriele Pasqualone, «ma il San Massimo non può essere sempre l'ancora di salvezza dei problemi di Pescara».

