Penne ricorda il giudice Alessandrini

PENNE. La città di Penne ricorda il magistrato Emilio Alessandrini. Oggi, alle ore 17, nella sala consiliare del municipio, in piazza Luca da Penne, si terrà un convegno sulla figura del giudice...
PENNE. La città di Penne ricorda il magistrato Emilio Alessandrini. Oggi, alle ore 17, nella sala consiliare del municipio, in piazza Luca da Penne, si terrà un convegno sulla figura del giudice Alessandrini. Il magistrato, nato a Penne il 30 agosto 1942, fu assassinato durante gli anni di piombo da un commando del gruppo terroristico Prima Linea. Era il 29 gennaio del 1979 e Alessandrini aveva soltanto 37 anni: fu il primo magistrato ucciso a Milano in una stagione segnata dal sangue. Il gruppo terrorista era composto da cinque persone; due aprirono il fuoco contro il magistrato: otto colpi, di cui due alla testa. Dagli atti del processo si è scoperto poi che quell’operazione, che segnò una svolta per il gruppo terroristico, era prevista da tempo con il nome di “Operazione Alex”.
L’iniziativa penneese è promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gilberto Petrucci. All’evento interverranno il figlio Marco Alessandrini, ex sindaco di Pescara, Federico Squartecchia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, il procuratore di Pescara Giuseppe Bellelli e il giudice Vito Zincani. I saluti istituzionali saranno affidati al deputato Nazario Pagano (Forza Italia), presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, al vice prefetto vicario di Pescara, Gaetano Losa, e al sindaco di Pescara Carlo Masci. A coordinare il convegno sarà invece Giovanni Di Teodoro, avvocato ed ex questore di Lodi.
Sono passati oltre quarant’anni da quell’agguato andato a segno a Milano, tra viale Umbria e via Muratori mentre l’auto del magistrato era ferma al semaforo sulla strada per il palazzo di giustizia: poco prima, Alessandrini aveva accompagnato il figlio di appena 8 anni a scuola a piedi. Pochi mesi prima di morire, Alessandrini si era occupato anche dello scandalo finanziario del Banco Ambrosiano.
Alessandrini era un esempio nel suo lavoro tanto che, nel 1972, il suo impegno e le doti investigative furono alla base dell’elogio che il procuratore di Milano gli tributò per «la prontezza, la sagacia, l’energia e lo zelo» con i quali svolse le delicate indagini su alcuni attentati dinamitardi compiuti a Milano dalle Squadre d’azione Mussolini. (f.bel.)
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