Pensione, le nuove regole per calcolare gli aumenti

13 Febbraio 2023

Cambiano i coefficienti: ecco il metodo per scoprire di quanto cresce l’importo 

L'AQUILA. Andare in pensione nel 2023 sarà più conveniente. Chi ha accumulato un montante contributivo, ovvero la somma di tutti i contributi versati nel corso della carriera lavorativa, di 300mila euro al 31 dicembre scorso, potrà per esempio lasciare il lavoro a 62 anni con 14.646 euro l'anno. Esattamente 336 euro in più rispetto al 2022.
Da quest'anno sono infatti entrati in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione, che prevedono una aumento delle rendite pensionistiche. Cambiando i valori del calcolo delle pensioni, chi uscirà dal mondo del lavoro nel 2023 o nel 2024 riceverà un importo maggiore.
Vediamo quali trattamenti aumentano con il nuovo calcolo delle pensioni, come funzionerà il sistema per i prossimi due anni e soprattutto a chi spetta il rialzo dell’assegno previdenziale.
IL COEFFICIENTE
DI TRASFORMAZIONE
È il sistema di calcolo contributivo introdotto con la Legge Dini a prevedere che l’importo della pensione annua si ottenga moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione. Quest’ultimo valore, come si diceva, è la somma dei contributi versati negli anni di attività del lavoratore. I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni in base alle rilevazioni Istat sull’adeguamento alle aspettative di vita.
Il decreto Direttoriale del primo dicembre 2022, che contiene la revisione biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, prevede, per chi andrà in pensione quest'anno e nel 2024, un aumento della quota contributiva della pensione compreso tra il 2 ed il 3 per cento circa. Vuol dire, in parole semplici, che l’importo della pensione sarà più alto di quello di coloro che sono usciti dal mondo del lavoro negli anni precedenti.
LA NUOVA TABELLA
CON I DATI UTILI
L’aumento delle pensioni, quindi, è dovuto al fatto che i coefficienti sono aumentati. E considerando la fascia di età 57-71 anni, la tabella che scandisce l'aumento delle pensioni è la seguente: 57 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,270% (variazione 2,01%); 58 anni, coefficiente del 4,378% (variazione 2,08%); 59 anni, 4,493% (variazione 2,14%); 60 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,615% (2,21%); 61 anni, coefficiente del 4,744% (variazione 2,26%); 62 anni, 4,882% (variazione 2,35%); 63 anni, 5,028% (variazione 2,40%); 64 anni, 5,184% (variazione 2,45%); 65 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,352% (2,53%).
E ancora: 66 anni, coefficiente del 5,531% (variazione 2,60%); 67 anni, 5,723% (variazione 2,65%); 68 anni, 5,931% (2,75%); 69 anni, il coefficiente è 6,154% (2,82%); 70 anni, coefficiente di trasformazione 6,395% (2,90%); infine a 71 anni, il coefficiente di trasformazione è 6,655% (variazione 2,92%). Da ribadire che l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo spetta solo a chi va in pensione dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024 e a chi è iscritto alle gestioni Inps che ha almeno parte della rendita pensionistica da calcolare con il sistema contributivo.
Sono quindi esclusi gli iscritti alle casse professionali. L’aggiornamento inoltre non riguarda i lavoratori che non sono in possesso di contribuzione oppure coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
L’AUMENTO
DELL’ASSEGNO
Vediamo di quanto aumenteranno le pensioni. Per esempio, chi fino al 31 dicembre 2022 andava in pensione con 62 anni di età e un montante contributivo di 300.000 euro, percepiva 14.310 euro l'anno. Dal 1° gennaio 2023, lo stesso montante vale 14.646 euro, cioè 336 euro in più. Più l’età aumenta, maggiore sarà la crescita dell’assegno pensionistico. Nel 2023, all’età di 70 anni, quindi, si arriverà a percepire circa 540 euro annui in più rispetto a chi è uscito dal mondo del lavoro nel 2022 o negli anni precedenti.
IL CALCOLO
DELL’IMPORTO
Per calcolare l’importo della pensione futura bisogna avere a disposizione alcune informazioni che permettono di stimare, in via orientativa, l’ammontare dell’assegno pensionistico in base all’età in cui ci si ritira e al numero di contributi versati. Oltre al montante contributivo dell’intera e propria vita lavorativa, che si può ottenere facendo domanda all’Inps dell’estratto conto certificativo, e alla presunta età della pensione in base alla formula prescelta, ovvero 67 anni per quella di vecchiaia o anche prima per quella anticipata, con le varie formule agevolate (Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 103, Pensione precoci o da lavoro usurante), è necessario conoscere i nuovi coefficienti di trasformazione (che pubblichiamo nella tabella in alto a sinistra) per le pensioni da applicare nel proprio caso. La cifra finale si ottiene moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione relativo all’età in cui si va in pensione.
IL SIMULATORE
DELL’INPS
L’Inps rilancia il servizio telematico che consente di simulare il calcolo della pensione e scoprire in anticipo, in base alla normativa attualmente in vigore, quanto si riceverà mensilmente al termine dell’attività lavorativa.
Diventa così possibile fare la scelta più opportuna in base alla propria posizione previdenziale. Per accedere al servizio è necessario essere in possesso del codice pin ordinario che può essere richiesto all'Inps.
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