Pensioni, superbonus e tasse: cosa cambia

7 Novembre 2021

Già pronti gli emendamenti che ampliano il numero delle mansioni gravose o prorogano gli sconti i per i lavori in casa

La legge di Bilancio entra nella fase due. La bozza, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre scorso, è attesa a palazzo Madama per la prossima settimana. Possibili modifiche, rispetto al testo iniziale già ampiamente trattato sul Centro, si avranno sia sulla riforma delle pensioni, per empio nel caso di Opzione donna, sia per il Superbonus 110% per quanto riguarda la detrazione fiscale e la cessione del credito. Vediamo che cosa potrebbe accadere in Senato.
RIFORMA PENSIONI. Premesso che, nella sostanza, la riforma è rinviata al prossimo anno, nella Manovra, se la bozza iniziale sarà confermata, è prevista una serie di novità, prima fra tutte il debutto di Quota 102, la formula che permette un'uscita dal lavoro a 64 anni di età e 38 anni di contributi e che prenderà il posto di Quota 100. Saranno inoltre prorogate l’Ape sociale, per i lavori usuranti e l’Opzione donna.
Ma in base agli emendamenti già annunciati dai partititi, le principali modifiche alle novità riguarderanno sia un ulteriore allargamento del perimetro delle mansioni gravose, previste per l’Anticipo pensionistico sociale (Ape), sia le uscite anticipate dei dipendenti delle Pmi, che al momento sono limitate alle aziende in crisi. è possibile che ci sia anche un prolungamento di Opzione donna oltre il 2022 con l’obiettivo di renderla strutturale con l’aggiunta di una modifica del requisito anagrafico che potrebbe essere innalzato rispetto alla soglia attuale che ammette al prepensionamento le lavoratrici che compiono 58 o 59 anni, rispettivamente se dipendenti o autonome, entro il 31 dicembre 2021.
RIFORMA FISCALE. Il taglio delle tasse è una delle misure più attese. Sul piatto ci sono 8 miliardi per ridurre le imposte dal primo gennaio, ma la modulazione della norma, che prevedibilmente interverrà sulle aliquote Irpef, è rinviata al dibattito parlamentare. L'intervento sull’Irpef si inserisce nell’ambito della disegno di legge delega sulla riforma fiscale, che è attualmente all’esame del Parlamento, e che stabilisce i criteri precisi per la riforma.
SUPERBONUS. Particolarmente discusso il capitolo relativo alle detrazioni edilizie. Già nel documento programmatico di Bilancio, approvato come da calendario il 15 ottobre scorso, erano segnalate le proroghe di tutte le detrazioni, con l’unica eccezione del Bonus facciate. Poi, nella bozza approvata in Consiglio dei ministri, è rientrato anche il Bonus facciate, ma ridimensionato al 60% rispetto all'attuale 90%. E, soprattutto, sono state previste le proroghe delle altre detrazioni. Il Superbonus sarà quindi utilizzabile fino al 2025, con una riduzione progressiva delle aliquote a partire dal 2024. L’impianto generale dovrebbe rimanere quello fin qui anticipato, ma non si esclude che il testo del disegno di legge che arriverà in Senato contenga he modifiche anche su questo fronte. Ad esempio, si parla dell’eliminazione del tetto Isee di 25mila euro per avere diritto al Superbonus, per le villette e le case singole, fino al 31 dicembre 2022. Altra ipotesi in ballo è quella di una proroga lunga, al 2023-2025, della detrazione piena che riguarda i condomini, i piccoli edifici e le case Ater.
SCONTO IN FATTURA. Altra misura che potrebbe essere modificata nel tragitto verso il Parlamento, è quella legata alle due opzioni di cessione del credito o sconto in fattura, che nelle bozze sono prorogate solo per il 2022 e, soprattutto, solo per i lavori ammessi al Superbonus. Non si esclude che il testo definitivo che arriverà in Senato conterrà la proroga delle due opzioni anche per tutte le altre detrazioni edilizie attualmente ammesse.
BONUS GIOVANI. Per quanto riguarda il bonus cultura per i giovani nell’anno in cui diventano maggiorenni, inizialmente era previsto un paletto Isee, che invece sembra sia stato eliminato.
REDDITO DI CITTADINANZA. È tra i capitoli più spinosi della Manovra. È possibile che la riduzione del reddito di cittadinanza scatti solo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro e non universalmente, ovvero dopo sei mesi dal primo assegno e indipendentemente dalle offerte di lavoro arrivate o meno.
CASHBACK. Infine è pronta una serie emendamenti non solo per recuperare il cashback lanciato durante il Governo Conte II, ma anche per introdurre un «innovativo cashback fiscale, che intende offrire al contribuente la possibilità di chiedere l’immediato accredito sul conto corrente di alcune spese detraibili». In Commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, i vertici della società pubblica PagoPa hanno confermato la fattibilità di questa proposta e hanno rammentato l’enorme successo del cahsback, usato da 9 milioni di cittadini e rivelatosi una spinta nei confronti della diffusione dell’identità digitale, ovvero il sistema Spid, e dell’App IO.