Peppino, il nastro e la promessa

Garzarella rivela il retroscena: me lo promise il primario 20 anni fa
PESCARA. Quarantadue anni nella trincea del pronto soccorso come infermiere. Ma ha imparato così tanto del suo mestiere che i pazienti lo chiamavano “dottor Peppino».
A lui, Giuseppe Garzarella, 75 anni, pescarese originario di Termoli, è toccato l’onore del taglio del nastro del nuovo pronto soccorso. Non «riuscivo a crederci» quando il primario Alberto Albani lo ha chiamato nei giorni scorsi per dargli la notizia. Eppure Albani glielo aveva anticipato venti anni fa. L’infermiere, in pensione da sei anni, ricorda con commozione quel momento. «Venti anni fa», racconta Pino per gli amici «il primario, era anche lui all’epoca, mi disse: un giorno quando riuscirò ad aprire il pronto soccorso, sarai tu a tagliare il nastro. Non so perché scelse me, non glielo chiesi mai, ma suppongo per la stima reciproca». Fatto sta che Albani due giorni fa lo ricontatta e gli dice: «Presentati domani alle 9, ti faccio visitare il pronto soccorso». Così è stato, ieri mattina. Un «attestato di stima incredibile» che fa scappare la lacrimuccia al dottor Peppino. Il quale rammenta gli esordi. «Era il 4 novembre 1973 quando misi piede nel primo pronto soccorso che si trovava nell’attuale sede della direzione generale» in via Paoli, «era uno stanzone. Poi, nel 1978, la sede fu trasferita nel palazzo rosso e infine in via Fonte Romana». Anche all’epoca scarseggiava il personale. Garzarella: «C’era un medico, un infermiere e due ausiliari, ma c’era anche poca folla. Io seguivo sempre i medici nelle visite per poter imparare, quanto lavoro e quante emozioni». (c.co.)

