«Per difendere le colleghe riaffronterei quel bandito»

21 Dicembre 2016

Il direttore del Todis: «Il rapinatore mi minacciava col coltello: dai, avvicinati»

PESCARA. Ha sentito le urla e si è precipitato verso le colleghe alla cassa. Ha affrontato il rapinatore, l’ha inseguito e buttato a terra, e anche quando ha visto che in mano aveva un coltello da cucina non si è lasciato intimorire. E anzi, con il rapinatore che col coltello in mano retrocedeva dicendogli “dai, dai, avvicinati”, lui ha continuato a incalzarlo e a inseguirlo. E così per oltre trecento metri, dal Todis di via Gobetti fino a via Foscolo, dove il rapinatore è saltato dentro una macchina costringendo la conducente a mettere in moto. Sempre sotto la minaccia del coltello.

Simone Tonali, 26 anni, primo incarico da direttore, al Todis di via Gobetti da otto mesi: ha rischiato tanto, perché?

Lì per lì ho agito d’istinto, non c’è un motivo. Ero dall’altra parte del locale, appena ho sentito gli strilli mi sono precipitato alle casse.

E che scena ha trovato?

Quando sono arrivato il rapinatore aveva già preso l’incasso della prima cassa dopo aver puntato il coltello alla gola della cassiera che se l’era trovato davanti mentre stava cambiando dei soldi, con il cassetto aperto. Poi è passato alla seconda cassiera. Ho trovato lei che si era alzata dalla sua postazione e con la cassa chiusa non gli permetteva di avvicinarsi per prendere i soldi. Erano tutti terrorizzati, paralizzati, c’era chi strillava.

E poi?

Quando ha visto che non poteva prendere anche l’altro incasso, si è girato per scappare. E l’ho inseguito.

Non siete assicurati, perché l’ha inseguito?

Sì siamo assicurati, ma non ho pensato a questo. Lo volevo prendere e basta. Anche perché da noi non era mai successa una cosa del genere da quando ci sto io.

E da quanto ci sta?

Da otto mesi, sono giovane, ho ventisei anni, è il mio primo incarico da direttore.

Ma ha fatto qualche corso di autodifesa, insomma, era preparato per la colluttazione?

Per la verità sì, ho fatto Muay thai, la boxe thailandese. Ma comunque pensavo che avesse un taglierino e col taglierino, ho pensato, si poteva fare. Gli ho dato una spinta, sono riuscito a buttarlo giù, e quando si è rialzato ho visto che aveva un coltello da cucina.

E che cosa ha pensato?

Niente. Lui ha iniziato a indietreggiare tenendomi a distanza con il coltello. E io gli andavo dietro, ma senza andargli incontro direttamente. Lo seguivo guardandolo negli occhi. Ero abbastanza vicino ma non troppo, per via di quel coltello che mi sventolava davanti dicendomi “dai dai, vieni”. Era italiano.

E lei che diceva?

Niente. Lo seguivo e basta. Volevo vedere dove arrivava.

Ha rischiato parecchio.

Non ci ho pensato. E poi rimanevo a distanza.

A distanza di quanto?

Un metro, un metro e mezzo. Gli ho visto anche gli occhi.

Com’erano?

Azzurro, azzurro chiaro. Anche il taglio del naso: non era pronunciato, ma a punta, piccolo. Avrà avuto più o meno la mia età, non più di 30 anni. Ed era alto, almeno più di un metro e ottanta.

In tutto questo, però, camminavate in mezzo alla strada. Nessuno è intervenuto?

C’era qualcuno dietro di me che mi diceva prendilo, prendilo, mi sembra un cliente e il ragazzo senegalese che vende i cappellini fuori dal supermercato che mi sono venuti dietro. Sono riuscito a farlo cadere di nuovo all’altezza della via dove ha preso la donna. Mentre indietreggiava ha guardato una macchina ferma e ci si è infilato dentro. Ho pensato anche che la donna alla guida fosse una sua complice, ma da come è partita, mezza storta, che è andata pure contro il marciapiedi, ho capito che non era possibile. Mi sono messo davanti, l’ho inseguita per un pezzo, il tempo di prendere la targa dell’auto. Ma l’ho persa.

Che le hanno detto a casa?

Mia madre mi ha detto che ho rischiato, che non ci posso rimetterci la vita.

Lo rifarebbe?

Per come sono penso di sì.

Perché?

L’avrei voluto prendere per il gesto del coltello, perché l’ha puntato alla gola di una ragazza in maniera gratuita, solo per terrorizzarla. Si muoveva con quel coltello in mano con freddezza, fino a che non sono arrivato io camminava. Tranquillo. Lo rifarei per la sua vigliaccheria.

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