«Per due volte andai in Provincia»

15 Febbraio 2024

Rossella Del Rosso: quella mattina mio fratello mi mandò a chiedere aiuto

L’AQUILA. «Nello scenario processuale della tragedia, c’è un grande assente ed è la protezione civile, che attraversa come un filo rosso tutti gli imputati. Alla fine, nessuno ha risposto della gestione dell’emergenza». Rossella Del Rosso è la sorella di Roberto, tra le 29 vittime della tragedia. Il fratello, di fatto responsabile del personale del resort, la mattina del 18 gennaio di sette anni fa per due volte la mandò in Prefettura a chiedere aiuto, con foto e messaggi che Rossella mostrò direttamente al presidente della Provincia Antonio Di Marco.
«Ero nella sua stanza in Provincia», va avanti Rossella Del Rosso, «quando alle 14,32 ci fu la scossa più forte. Mio fratello, come tutti gli altri, era ancora vivo, nei suoi messaggi drammatici raccontava quello che stava succedendo e io li leggevo ai presenti ad alta voce. Poi ci fu la riunione con l’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso: perché Di Marco e Leila Kechoud, anche lei presente, non dissero niente di Rigopiano in quella riunione?».
È amareggiata Rossella Del Rosso che non si dà pace per quello che si poteva evitare, e non si è evitato. «Il presidente della Provincia di Teramo il 17 gennaio, tramite il suo consigliere provinciale, chiese altre sei turbine per il suo territorio e il giorno dopo gliene mandarono due dall’Aquila e due dalla Strada dei parchi, arrivò perfino l’esercito. Che cosa fu fatto in provincia di Pescara? Non avevano un piano di emergenza. Nel comparto nord della provincia, con 25 comuni di cui 14 montani, non c’era una turbina quel giorno. Se si fosse riunito davvero il Centro operativo soccorsi in prefettura già dal 16, ci si sarebbe resi conto che i mezzi non c’erano».
E aggiunge: «In questo processo rimane sospesa anche la questione della legge 47 del ’92, quella che imponeva alla Regione la realizzazione della carta di localizzazione di pericolo da valanghe. «Se ci fosse stata», rimarca Del Rosso, «avrebbe dovuto prevedere la messa in sicurezza del vecchio albergo, condizionando, se fosse stata classificata zona rossa, anche l’eventuale ristrutturazione del resort. Invece la carta non è stata mai fatta». (s.d.l.)
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