Perse altre due Bandiere blu
Depuratori e fiumi sotto accusa, esce Silvi e Rocca San Giovanni viene sospesa. Emerge la costa vastese
PESCARA. Una “mazzata” per la imminente stagione estiva. L’Abruzzo non è più la regione dalla sabia dorata, dal mare pulito e dai servizi turistici eccellenti ai quali ci aveva abituato. Lo dice la Fee, la Fondazione per l'educazione ambientale che ogni anno assegna le Bandiere blu, simbolo della qualità del mare e che quest’anno ci consegna un Abruzzo in caduta libera: dopo le quattro Bandiere blu perse lo scorsa estate, l’Abruzzo ne perde altre due e va a quota 8, dalle 14 del 2013, lontanissima rispetto alla Liguria, prima in classifica, con 23 vessilli, 3 in più in un anno. Escono nomi eccellenti: Silvi e Rocca San Giovanni, la “perla” per antonomasia della Costa dei trabocchi.
Nel 2014 a perdere i vessilli furono, sulla costa teramana, Giulianova, Martinsicuro e Alba Adriatica, mentre sulla costa teatina Ortona. In due anni il mare doc sulle coste abruzzesi registra quasi un dimezzamento - 14 bandiere nel 2013, 10 lo scorso anno e quest'anno 8 - secondo i parametri della Fee.
ACQUE PULITE E SERVIZI. Le Bandiere blu vengono assegnate a quelle località che hanno superato gli esami delle acque pulite, come primo parametro necessario per accedere al riconoscimento, oltre ai servizi, che vengono successivamente in graduatoria. Ieri la “premiazione” a Roma.
Quest’anno le Bandiere blu possono essere issate da 8 località: nella provincia di Teramo partiamo da Tortoreto, grazie alla Spiaggia del Sole; quindi Roseto (lungomare Trento/Centrale) e Pineto (Torre di Cerrano); l’elenco salta per intero le località della provincia di Pescara e riprende dalla provincia di Chieti con Francavilla (Lido Alcyone), San Vito Chietino (Molo sud, Calata del Turchino/Rocco Mancini), Fossacesia marina, Vasto (San Nicola, Punta Penna, Vignola, San Tommaso) San Salvo marina (zona Fosso Molino).
Nella provincia di Pescara continua a fare eccezione il porto turistico nella categoria degli approdi. Mentre l’Abruzzo continua ad essere orfana di Bandiere blu nel capitolo laghi, dopo l’uscita di Scanno nel 2013.
I MOTIVI. «Dispiace per l'Abruzzo. Noi non facciamo la lista dei buoni e dei cattivi. Sicuramente l'Abruzzo ha bisogno che la situazione venga ripresa in mano. Sappiamo che il governo regionale si è attivato in questi termini». Il presidente della Fee Italia, Claudio Mazza, dimostra di avere chiara la situazione della nostra regione. E spiega: «I problemi dell'Abruzzo sono annunciati da tempo e riconducibili a fiumi e depuratori. Un esempio? La revoca della Bandiera blu all'ultimo minuto di Rocca San Giovanni è dovuta al recente sequestro del depuratore. Chiaro che in questo caso vedremo l'evolversi degli eventi», afferma dando la speranza a Rocca di rientrare nell’elenco, «ma in linea generale tutto l’Abruzzo ha le carte in regola da un punto di vista turistico e ambientale, se ci si rimettono le mani in modo deciso e definitivo. Purtroppo in qualità ambientale è andato sempre più scendendo e invece, proprio questo aspetto ambientale ha una forte incidenza, ormai è un dato certo, sulla scelta di una destinazione turistica». È «assurda», aggiunge il responsabile Fee, «l’uscita di località con presenze importanti in termini numerici come Giulianova e Alba Adriatica. Ci auguriamo che questa nuova amministrazione lavori in questo senso. Noi della Fee non abbiamo ancora avuto modo di incontrare gli amministratori regionali e siamo disponibili a confrontarci».
I RITARDI. «Abbiamo anni di incuria, dobbiamo recuperare una parte del tempo perso ed accumulato in 66 mesi di lassismo nella manutenzione dei depuratori». L’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca non ha dubbi sulle responsabilità della situazione. E ricorda come, giusto lunedì, abbia intimato ai soggetti pubblici interessati al sistema idrico integrato, di spendere subito i 100 milioni di euro di fondi europei e di appaltare quindi i lavori di manutenzione dei depuratori entro il 30 novembre. «Sono interventi che attendono di essere attuati da 3 anni e che abbiamo ereditato con un livello di cantierabilità pari allo zero», sosteine Mazzocca, «solo il nostro impegno ha sventato l'utilizzo dei fondi disponibili e la mancata realizzazione di opere di cui abbiamo estrema necessità».

