Persone scomparse: non dimentichiamole

12 Dicembre 2020

Oggi luci verdi: iniziativa dell’associazione Penelope con i Comuni

PESCARA. Donatella Grosso, Silvana Pica, Luca Spoto, Franz Ferrante, Cesare Benedetti. Nomi di persone sparite e mai ritrovate. Volti di cui si sono perse le tracce da anni, o da decenni, che oggi saranno ricordati dai Comuni con l’accensione dei monumenti con la luce verde della speranza, nella seconda Giornata nazionale dedicata agli scomparsi, organizzata dall'associazione Penelope Italia. Tra i pescaresi svaniti nel nulla, c'è anche l'economista Federico Caffè, classe 1914, di cui non si hanno più notizie dal 15 aprile 1987 dopo l'abbandono, all'alba, della sua casa romana.
Sono 520 gli abruzzesi, tra cui diversi pescaresi, che sono usciti di casa e, per qualche ragione, non vi hanno fatto più ritorno. Dal 1974 al 30 giugno 2020 sono 61.826 le persone sparite in Italia, secondo i dati di Penelope, 3.866 le denunce di scomparsa, tra cui 157 italiani, moltissimi stranieri e anche minorenni: 3.346 i soggetti rintracciati. Dei 520 nomi di abruzzesi che ancora non rispondono all'appello, 9 cadaveri sono rimasti senza identità, 4 dei quali restituiti dal mare. Uno di questi, un uomo tra i 40 e i 50 anni, capelli castani, alto circa 1,80, è stato ritrovato il 13 ottobre 2012 nello specchio d'acqua antistante i bagni Bruno a Montesilvano, morto annegato. Le famiglie non hanno mai smesso di cercare gli scomparsi e mantengono sempre viva la loro memoria.
Anche in Abruzzo, ad affiancare i parenti che vivono un dramma senza fine, c’è l’associazione Penelope diretta da Alessia Natali, che ben conosce quella sensazione di impotenza che si prova quando una persona cara sparisce all’improvviso. Suo padre Enrico, oggi 68enne, sparito da Pescara nella notte del 20 dicembre 2018, è stato ritrovato vivo tre giorni dopo, a San Giovanni Teatino. In ricordo di quel giorno, il sindaco Luciano Marinucci oggi farà illuminare di verde il monumento ai Caduti di corso Italia. «Un gesto simbolico», ha scritto il primo cittadino di Sambuceto sui social, «un modo per ricordare l’episodio a lieto fine del dicembre 2018, quando Enrico Natali fu ritrovato vivo nel nostro comune». Ma anche per sottolineare «il recentissimo ritrovamento, sempre a San Giovanni, di una signora di 82 anni residente a Chieti, che si era allontanata dalla sua abitazione, a cui va il nostro più affettuoso abbraccio» conclude Marinucci.
Medesima iniziativa si svolgerà all’Aquila, città guidata dal sindaco Pierluigi Biondi. In un video, montato da Daniele Parrozzani, Natali ricorda i pescaresi scomparsi negli ultimi anni. Tra questi, Luca Spoto, studente francavillese, scomparso a Roma il 1° aprile 2004 all'età di 23 anni; Palmerino Piccirilli, 83 anni, scomparso da Bisenti (Teramo) il 21 ottobre 2019 e ritrovato cadavere il 6 gennaio 2020 a Collecorvino. E poi, Cesare Benedetti, scomparso da Pescara il 21 marzo 2015, aveva 81 anni, non è mai stato ritrovato. Sparita nel nulla anche Donatella Grosso, 30enne studentessa di Lingue alla D’Annunzio, residente a Francavilla. È stata vista per l’ultima volta nella notte tra il 26 e 27 luglio 1996 alla stazione di Pescara. Un incubo per i genitori, Mario (morto il 12 ottobre 2014) e Tina che ha ottenuto dal tribunale di Chieti il riconoscimento della morte presunta della figlia.
Stessa sorte per Silvana Pica, pescarese, eclissatasi il 17 gennaio 2012. Tra il 9 e 10 marzo 2019, Franz Ferrante, avvocato di 49 anni, è uscito dalla sua abitazione di via Monte Siella a Pescara e ha fatto perdere le sue tracce a Serramonacesca. Carlo Rodrigo Fattiboni sparito da Caramanico il 3 settembre 2018 e rinvenuto cadavere il 23 giugno 2019, ma il corpo è stato restituito alla famiglia nel gennaio 2020; Pietro Conversano, pugliese avvistato a Popoli.
Ma cosa fare quando una persona scompare? «Bisogna avvisare le forze dell'ordine, fornire quanti più dettagli possibili, come è vestito e se ha segni particolari, poi comunicare se la persona è affetta da patologie neurodegenerative e se assume medicinali salvavita. Le prime 48 ore», spiega Natali, «sono essenziali ai fini del ritrovamento della persona scomparsa. Nel 70 per cento dei casi vengono ritrovati, vivi o morti».
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