Pesca della trota: sì al ripopolamento per i prossimi 3 anni

31 Maggio 2022

L’AQUILA. L’Abruzzo è la prima regione d’Italia ad essere autorizzata dal Ministero della Transizione Ecologica ad immettere per un triennio trote fario nelle acque pubbliche. Dopo il blocco totale...

L’AQUILA. L’Abruzzo è la prima regione d’Italia ad essere autorizzata dal Ministero della Transizione Ecologica ad immettere per un triennio trote fario nelle acque pubbliche. Dopo il blocco totale dei ripopolamenti di trote imposto dalla fine del 2020 da un decreto, la Regione si è impegnata in un difficile confronto tecnico con il ministero, al termine del quale ha ottenuto l’approvazione della proposta presentata. Sarà possibile immettere in specifici tratti di fiume le trote fario allevate nel centro ittiogenico regionale del Vetoio. Si potranno immettere anche trote iridee sterili a determinate condizioni. Tutto sempre sotto il controllo della Regione. L’Abruzzo peraltro è tra le poche Regioni d’Italia ad avere un allevamento dedicato alla riproduzione della trota mediterranea, con un buon numero di riproduttori certificati geneticamente e che sarà ulteriormente aumentato nei prossimi mesi attraverso specifici campionamenti genetici. Nell’arco di un triennio l’allevamento regionale del Vetoio dovrebbe garantire i ripopolamenti con solo materiale autoctono, consentendo di superare tutte le difficoltà e i blocchi che la normativa statale e comunitaria impongono.
«La deroga ottenuta», sottolinea il vicepresidente Emanuele Imprudente, «è un primo importante passo per dare respiro al settore della pesca sportiva che è stato fortemente penalizzato. Si sta già lavorando al progetto di recupero di trote selvatiche presenti in bacini ancora non sondati, per verificare l’esistenza di altre specie autoctone da valorizzare. A breve si partirà con le trote della riserva di Zompo lo Schioppo sul Liri, che presentano delle caratteristiche morfologiche particolari». I possessori abruzzesi di licenza per la pesca in acque dolci sono 14.735 di cui 4.763 nell’Aquilano, 4.472 in provincia di Chieti, 2.700 nel Teramano e 1.800 in provincia di Pescara. (c.s.)