Pescara, anziana raggirata in casa da false funzionarie / Video

12 Luglio 2014

Un trucco per spillare i soldi della pensione: le malviventi sono state riprese dalle telecamere del palazzo. La donna è stata Pedinata e accompagnata a casa, poi si sono presi 1.300 euro

PESCARA. Lei, una donna elegante di una quarantina d’anni con i capelli lunghi e neri, e i suoi complici, un uomo con accento del nord e un’altra donna bionda e con le braccia robuste, avevano studiato la truffa nei minimi dettagli: da una (finta) lettera delle Poste recapitata, il giorno prima dell’incontro per strada, nella cassetta della pensionata da raggirare, alle telefonate (fatte per finta) al figlio dell’anziana e alla direttrice delle Poste, fino all’uso dei guanti per non lasciare impronte. Ma a quelle tre telecamere piazzate come antidoto ai ladri nel palazzo di via L’Aquila, in centro, non ci avevano fatto proprio caso: adesso, i truffatori hanno un volto. Nomi e cognomi ancora no, ma la polizia, grazie al filmato e alla testimonianza dell’anziana di 80 anni derubata di 1.300 euro il giorno dopo aver riscosso la pensione, è sulle tracce dei malviventi. Che hanno inventato la truffa della pensione da riportare alle Poste pena l’intervento della finanza. Eccola l’ultima truffa registrata a Pescara, non una ma più volte.

Incontro per strada. «“Signora ma non si ricorda di me?”, così mi ha detto una donna che ho incontrato venerdì scorso, verso le 17,30 vicino alla Chiesa dello Spirito Santo», racconta la pensionata, «io le ho risposto che non l’avevo mai vista. Lei mi ha detto: “Ma sono la vicedirettrice delle Poste, non lavoro agli sportelli, ecco perché non mi ha mai visto”. Poi mi ha chiesto: “Ma non ha ricevuto la nostra lettera?”. Infatti, proprio il giorno prima avevo trovato una lettera delle Poste. E lei ha proseguito: “C’è un impiegato che ha fatto un errore e, per questo, abbiamo avuto anche la visita della finanza. Quindi, dobbiamo ritirare tutti i pezzi da 50 e 100 euro”».

Due telefonate finte. Per carpire la fiducia dell’anziana, la truffatrice, occhiali da sole sui capelli raccolti in una coda, vestito intero a fantasia e un golfino bianco sulle spalle, ha fatto finta di telefonare al figlio della pensionata e alla direttrice delle Poste: «Mi ha spiegato che il giorno seguente avrei dovuto riportare i soldi alle Poste in una busta sigillata». Quindi, la truffatrice si è offerta di accompagnare l’anziana a casa per spiegarle meglio come ridare i soldi alle Poste: «Ho detto di no ma, con eleganza, lei ha insistito. Mi ha fatto salire in macchina, un’auto grande e scura guidata da un uomo in pantaloncini corti e accento del nord. Io mi sono seduta davanti; dietro c’erano la donna che ho incontrato per strada e anche un’altra». Nel filmato, infatti, si vede la complice, tenuta sportiva con scarpe da tennis chiare, che suona con insistenza ai citofoni del palazzo.

Busta scambiata con i guanti. «Poi, siamo arrivati a casa e la donna mi ha dato una busta. Io ci ho messo i soldi dentro, l’ho chiusa e l’ho lasciata sul tavolo. Poi, lei si è messa i guanti spiegandomi di essere allergica e mi ha chiesto di mostrarle la carta d’identità per controllare i miei dati». Quando l’anziana si è allontanata per prendere il documento, la truffatrice ha scambiato la busta con un’altra identica: «Non appena tornata con la carta d’identità, la donna aveva molta fretta di andarsene, l’ho accompagnata al portone, mi ha salutato cordialmente e se n’è andata». Più tardi, quando ha telefonato al figlio, l’anziana ha scoperto di essere stata truffata: «Ho aperto la busta e dentro c’erano solo pezzi di carta a quadretti».

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