Pescara, bar chiuso per droga, il titolare: "Sono disperato"

30 Aprile 2016

Durante un controllo al Bar Di Tizio i carabinieri trovano uno zaino abbandonato con alcune dosi di marijuana. Disposta la chiusura per altri 15 giorni, ma questa volta il titolare non farà opposizione: "Oramai comandano loro: se non li faccio entrare mi denunciano perchè sono un esercizio pubblico, quando chiamo la polizia lasciano la droga. Meglio chiudere"

PESCARA. Nuovo provvedimento di sospensione dell'attività per quindici giorni per il Bar Di Tizio di via Quarto dei Mille, a Pescara, dove nel corso di controlli dei carabinieri della Stazione di Pescara Scalo sono state trovate alcune dosi di marijuana pronte per lo spaccio, trovate all'interno di uno zaino abbandonato su una sedia. Nelle vicinanze del locale, in un successivo controllo, sono stati identificati alcuni giovani con precedenti di polizia. Il provvedimento, disposto ai sensi dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, e che segue quello analogo dello scorso 4 marzo, è stato emesso anche in considerazione della posizione del locale, ubicato vicino alla stazione ferroviaria, al terminal di autobus e ai giardinetti di piazza Santa Caterina, dove prolificano negozi etnici e call center e luogo di ritrovo di pregiudicati. Disperato il titolare, Carlo Erneste, che forse questa volta non opporrà ricorso al Tar: "Mi conviene chiudere definitivamente, tanto oramai comandano loro, avventori stranieri e di colore. Non posso vietargli di entrare perchè rischio di essere denunciato, in quanto questo è un esercizio pubblico, e se chiamo le forze di polizia per segnalare la presenza di persone sospette queste, prima di andarsene, abbandonano la loro droga nei cestini o la buttano in bagno, e nei guai ci finisco sempre io. Dopo più di 60 anni, questo storico bar deve chiudere perchè la legge non solo non può proteggermi, ma continua a penalizzarmi". (l.d.f.)

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