Pescara, causa Sabatini-Teodoro, sindaco testimone

22 Gennaio 2016

Iniziato il processo civile intestato da Gianni Teodoro contro la capogruppo del Movimento 5 stelle per le offese alla figlia assessore a 19 anni. La deposizione di Alessandrini: «Ho querelato penalmente circa trenta persone per gli insulti sul web dopo i problemi di balneazione»

PESCARA. Questa mattina, nel tribunale di Pescara, sono stati ascoltati il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il consigliere comunale Marco Presutti e la segretaria provinciale del Pd Francesca Ciafardini, nell'ambito della causa civile intentata dal politico pescarese Gianni Teodoro nei confronti di Enrica Sabatini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara. Teodoro, sei volte candidato sindaco, due volte vice sindaco con il centrodestra e consigliere comunale, a più riprese, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, ha avanzato la richiesta di un maxi risarcimento da 250 mila euro, «per danni morali, biologici, all'identità personale e sociale, alla reputazione, all'onore, al prestigio, al decoro, all'immagine e alla vita di relazione». Sotto accusa le parole pronunciate dalla Sabatini in aula, in occasione dell'insediamento della giunta Alessandrini, contro la nomina di Veronica Teodoro, figlia di Gianni, nominata assessore all'età di 19 anni. Il padre della giovane esponente della giunta pescarese, questa mattina ha assistito all'intera udienza, che è iniziata intorno alle 9.20, con la testimonianza del sindaco che è durata oltre un'ora. In seguito, davanti al giudice Gianluca Falco, è stata la volta di Presutti. Infine è stata chiamata a riferire Ciafardini. Complessivamente sono 12 i testimoni citati dalle parti e nel corso della prossima udienza, in programma l'11 marzo, saranno ascoltati altri consiglieri comunali. Nelle 13 pagine che compongono il fascicolo, i legali di Teodoro contestano diversi passaggi del discorso pronunciato dalla Sabatini il 7 luglio del 2014. La capogruppo del M5s aveva parlato di «assoluta mancanza di onestà e libertà intellettuale evidenziata dalla scelta del sindaco», facendo riferimento al concetto di «familismo amorale teorizzato da Banfield», che chiama in causa «il comportamento di chi agisce in vista del proprio tornaconto per massimizzare i vantaggi materiali ed immediati della propria famiglia e in totale avversione al benessere della comunità». Al vaglio del giudice anche altre affermazioni della Sabatini: «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento - é un ulteriore passaggio del discorso contestato - si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile e ricattatoria, oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune». Gli avvocati di Teodoro, nell'atto di citazione, hanno descritto l'intervento della capogruppo pentastellata come «un'aggressione gratuita e immotivata alla sfera personale e familiare, dal contenuto oggettivamente diffamatorio nei confronti di uno stimato, rispettato e apprezzato uomo politico e onesto amministratore, esposto al pubblico disprezzo, alla pubblica denigrazione personale e morale, oltre che al ludibrio della sua immagine pubblica».

«Ho querelato penalmente circa trenta persone, che mi hanno rivolto insulti personali e parolacce sul web. In larga parte si tratta di offese collegate al caso riguardante la gestione della balneazione». Con queste parole il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, questa mattina nel tribunale civile di Pescara, ha rivelato di avere intrapreso azioni penali nei confronti di persone che lo hanno insultato. Alessandrini è stato in tribunale per rendere la propria testimonianza nell'ambito della causa civile intentata dal politico pescarese Gianni Teodoro, il quale ha avanzato una maxi richiesta di risarcimento danni, da 250 mila euro, nei confronti della capogruppo comunale del M5s Enrica Sabatini. «Sarà il giudice a valutare le ragioni della richiesta di Teodoro - ha proseguito Alessandrini - Quel che è certo è che la libertà di insulto non è accettabile ed io, proprio per questo, ho querelato quelle persone che mi hanno insultato».

«Viviamo in un tempo barbarico, nel quale tutte le questioni politiche finiscono nelle aule giudiziarie. È un clima che non amo e che testimonia un momento di forte contrapposizione politica. Oggi siamo stati un'ora e un quarto a parlare di aggettivi». Così il sindaco Alessandrini, al termine della testimonianza resa questa mattina, nel tribunale civile. Dopo Alessandrini è stato ascoltato il consigliere comunale del Pd, Marco Presutti, che ha commentato: «È sempre increscioso quando si finisce nei luoghi della giustizia, la politica dovrebbe restare all'interno dei luoghi deputati. Oggi sono qui per rendere una dichiarazione pro veritate». Infine è stata la volta della segretaria provinciale dei democratici, Francesca Ciafardini. «Nel fare politica - ha rimarcato Ciafardini - occorre prima di tutto rispettare le persone».

Infine la dichiarazione dell'avvocato di Enrica Sabatini, Andrea Colletti: «Gianni Teodoro, con questa richiesta di risarcimento, vorrebbe far sentire la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini, sotto minaccia. In realtà non si possono accettare deroghe ai diritti alla libertà di espressione e alla critica politica»