Pescara e Milano ricordano Alessandrini

30 Gennaio 2024

Doppia cerimonia per il 45° anniversario della morte del giudice ucciso da un commando di Prima Linea

PESCARA. Sono passati 45 anni dalla morte del giudice Emilio Alessandrini, ucciso da un commando di Prima Linea a Milano mentre andava al lavoro, il 29 gennaio del 1979. E ieri, per il tragico anniversario, il magistrato pescarese è stato ricordato con una doppia commemorazione a Pescara, in piazza Unione, davanti al monumento in ricordo di tutte le vittime del terrorismo e della mafia, e a Milano, sul luogo dell’attentato e a Palazzo di giustizia.
A Pescara, erano presenti, tra gli altri, il vice prefetto Guido Rosa; il presidente del Tribunale di Pescara Angelo Mariano Bozza; il questore Luigi Liguori; il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri; il sindaco Carlo Masci; il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli; consiglieri comunali e regionali e rappresentanti delle forze dell’ordine. Presenti anche la vedova del giudice e una nipote. Il figlio Marco, ex sindaco di Pescara, ha invece partecipato alla commemorazione a Milano, a Palazzo di giustizia, dove è stata affissa una targa davanti a quello che era l’ufficio di Alessandrini. «In memoria di Emilio Alessandrini», si legge, «magistrato probo, attivo, capace, che faceva onore all’ordine giudiziario per le sue doti professionali e umane». Alla scopertura della targa, voluta dall’Anm, erano presenti, tra gli altri, il presidente della Corte d’Appello milanese Giuseppe Ondei, la procuratrice generale Francesca Nanni e il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano Antonino La Lumia. Alessandrini è stato poi ricordato con una cerimonia sul luogo dell'uccisione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e il questore Giuseppe Petronzi. «Milano si riunisce a 45 anni dalla morte di Alessandrini con uno spirito di riconoscenza e gratitudine per questo magistrato coraggioso e onesto», ha commentato Sala ricordando che Alessandrini é stato il primo magistrato assassinato dal terrorismo rosso a Milano. «Una morte che sconvolse la città tanto che ai funerali parteciparono 200 mila persone».
«Oggi si ricorda un ragazzo caduto troppo presto», ha detto Marco Alessandrini, che ai tempi aveva 8 anni, «perché mio padre aveva appena 36 anni».