nuovo terremoto sul comune

Pescara. L’assessore Pignoli si dimette «Certo di essere innocente»

17 Maggio 2026

L’esponente di Forza Italia: «Aiutare gli altri non può essere reato, pronto a chiarire tutto»

PESCARA

«Mi dimetto da assessore non perché io abbia commesso un reato, anzi, sono assolutamente certo di essere innocente e sono certo anche che avrò modo di chiarire tutto». Massimiliano Pignoli, un passato nell’Udc e un presente con la tessera di Forza Italia, consegna a mano la lettera delle sue dimissioni al sindaco Carlo Masci. Niente chiamate, niente messaggi: lettera a mano perché il suo telefonino da giovedì scorso è sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta riportata ieri dal Centro per un presunto voto di scambio che ci sarebbe stato tra lui e una sua elettrice. L’ormai ex assessore con deleghe a Protezione civile, Ascolto del Disagio sociale e Associazionismo sociale esce così dal Comune, ma non di sua spontanea volontà: a pesare c’è una inchiesta della Procura di Pescara, di nuovo piombata su Pignoli dopo quasi 10 anni. Era il 2016 quando iniziava la prima di una lunga serie di udienze per presunto voto di scambio (accaduto alle amministrative del 2014), finite poi con una piena assoluzione: Pignoli è di nuovo indagato per lo stesso reato. Corruzione elettorale. Una casa in cambio di un voto: è questa l’accusa che torna di nuovo sul suo conto. Ma adesso per l’esponente politico è il momento di uno stop, dettato anche da motivi di salute, scrive nella lettera. Pignoli affronterà la giustizia non rivestendo nessun incarico istituzionale: è la sua decisione per tutelare il Comune. «La mia priorità è affrontare questa vicenda con la massima serenità, senza influire minimamente sulla mia attività all'interno del Comune».

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LE DIMISSIONI  Pignoli ha rimesso ieri l’incarico di assessore che si era guadagnato con i 1.136 voti che aveva raggiunto alle ultime elezioni parziali, quelle dell’8 e 9 marzo scorso. Proprio in quella tornata elettorale, secondo l’accusa, l’ex assessore avrebbe chiesto un voto a una pescarese in cambio di un alloggio in via Monte Bolza. Una promessa che, secondo la donna, non sarebbe stata rispettata e così sarebbe scattata l’autodenuncia, riferendo spontaneamente dell’accordo e di aver persino fotografato la tessera elettorale. Da qui un’inchiesta che pesa troppo sulle spalle dell’esponente politico. «L’inchiesta della Procura», inizia così la lettera per Masci, «mi impone di fermarmi e di rimettere nelle tue mani l'incarico che mi hai affidato all'interno della giunta». Se è vero che dal passato si impara, Pignoli ne ha fatto esperienza. «La decisione di dimettermi deriva anche dal fatto che ho già vissuto una esperienza del genere, durata 12 lunghissimi anni», ricorda, «ed è stata pesantissima non solamente per me ma per tutta la mia famiglia, anche se si è conclusa nel migliore modo possibile, con la mia assoluzione». Come allora, Pignoli è certo di come finirà la vicenda. «Anche stavolta sono ottimista, ma ciò non toglie che questo sia il momento di fermarmi anche perché le mie condizioni di salute, come sai, sono precarie e mi impongono uno stop».

«AIUTO PER INDOLE» Pignoli dice di voler affrontare la vicenda senza trascinare il Comune nel vortice giudiziario. «La mia priorità è affrontare questa vicenda con la massima serenità, senza influire minimamente sulla mia attività all'interno del Comune, dove incontro ogni giorno tantissime persone in condizione di disagio che chiedono all’amministrazione di essere ascoltate». L’ex assessore non ha mai nascosto di avere ogni giorno la fila di cittadini davanti alla porta del suo ufficio che chiedevano un aiuto: dalla casa popolare al tombino, all’acqua che entra in casa nei giorni di pioggia: Pignoli racconta al sindaco di aver sempre teso la mano ai cittadini «per indole personale ma anche per rispondere all'incarico che mi è stato affidato», chiarisce, «che attiene proprio all’ascolto, cerco di dare a tutti una speranza, per quanto è nelle mie possibilità e sempre nel rispetto della legge». Ma ora è il momento di fermarsi. «Oggi credo sia difficile proseguire il mio lavoro perché non posso accettare che una richiesta di aiuto possa trasformarsi in una denuncia e in una ipotesi di reato». Dopo tanto aiuto, c’è anche l’amarezza di chi sente di aver pagato un prezzo troppo alto. «Ho bisogno di tempo per metabolizzare quello che mi sta succedendo». Quindi Pignoli chiede al sindaco di accettare il suo passo indietro: «Ti chiedo pertanto di accogliere le mie dimissioni, nella certezza che anche questa vicenda si chiuderà presto e positivamente». Nonostante l’uscita dalla giunta, lancia un ultimo messaggio di fedeltà politica a Masci: «Potrai continuare a contare su di me, per ogni esigenza».