Pescara

Pescara Liberty Festival, grande successo di Rea e Moroni. E stasera c'è lo Jánoška Ensemble

9 Settembre 2026

Posti esauriti in piazza Sacro Cuore e un pubblico entusiasta del concerto di Danilo Rea e Dado Moroni, che si sono sentiti letteralmente avvolti dall'abbraccio accogliente dei pescaresi. Ecco il programma

PESCARA. Posti esauriti in piazza Sacro Cuore e un pubblico entusiasta del concerto di Danilo Rea e Dado Moroni, che si sono sentiti letteralmente avvolti dall'abbraccio accogliente dei pescaresi. La prima serata del Pescara Liberty Festival, che ieri si è aperto nel cuore della città, è stata un successo perché "davvero si è creata quella relazione circolare" che il direttore artistico, il maestro Eleonora Paterniti, ha voluto per questa rassegna, riscuotendo un consenso sempre maggiore. Paterniti, che cura per il quarto anno consecutivo il festival, tra concerti e residenze artistiche, ha puntato per l'edizione del 2026 al tema "Una città di persona" e ieri il primo contatto con le persone, tra le persone, e tra gli artisti e il pubblico è stato davvero avvincente, con grande soddisfazione di Paterniti, del regista e attore Andrea Bosca, di nuovo protagonista del festival, del sindaco Carlo Masci e dell'assessore Maria Rita Carota.

La prima serata è stata contraddistinta dalla scelta artistica di Paterniti di collocare il palco al centro della piazza, per una performance e una esperienza davvero immersive e coinvolgenti, per gli artisti e per pubblico che li circondava. "C'è un pubblico meraviglioso, pronto a partecipare", ha detto Rea, "e un team che funziona, al cui interno si è tutti coesi per raggiungere qualcosa che vede la città protagonista. E' un festival organizzato per la città che ha capito, partecipa e cresce in continuazione", ha aggiunto l'artista prima dell'esibizione, basata su un repertorio molto comunicativo ma anche sull'improvvisazione. "Siete ovunque, ed è bellissimo", ha detto Moroni alla platea, in piazza, prima di esprimere il suo "piacere di condividere il palco con Rea. Suonare con lui è divertente e naturale, è come incontrare un vecchio amico e raccontarsi delle cose con la gioia di scherzare, sperando che questa gioia sia trasmessa al pubblico".

"E' un grande onore avervi qui, sembrate nati insieme e ci avete fatto emozionare", ha detto Masci dopo il concerto in piazza "che stasera sembra un teatro all'aperto". Il ringraziamento del sindaco è andato a "Paterniti e Bosca", per questo esordio spumeggiante, ennesima dimostrazione che "in questa città arte e cultura hanno tanti appassionati".

Si prosegue stasera con lo Jánoška Ensemble, sempre alle 21 e sempre in piazza Sacro Cuore, con ingresso gratuito. Si annuncia un programma eclettico che fonde classica, folklore e grandi successi del repertorio pop. Dall’energia travolgente della Hungarian Dance n. 1 di Brahms a due composizioni originali di František Jánoška (Souvenir pour Elise e Leo’s Dance) che svelano il talento compositivo e l’ironia del gruppo. Al centro della serata alcune trascrizioni spettacolari: Carmen Fantasy (Bizet/Waxman) e una sorprendente rilettura di Yesterday, accostate a Cole over Beethoven, esempio perfetto di contaminazione. Il programma si chiuderà con il terzo movimento (Allegro) del Concerto in re minore BWV 1052 di Bach, nella precisione e nella brillantezza che caratterizzano lo “stile Jánoška”: virtuosismo, calore timbrico e coinvolgimento del pubblico.

Domani, invece, alle 21, in piazza Sacro Cuore, sarà la volta di Luca Rossi e della tammorra, applauditissimo nella precedente edizione per la sua esibizione che si è svolta anche all’interno della Basilica del Sacro Cuore. Questa volta salirà sul palco con Fausta Vetere, una partecipazione straordinaria per la rassegna pescarese, e Francesca Di Giovanni, alias Cicchinella. Lo spettacolo nasce dalla ricerca di Luca Rossi attorno alla dimensione rituale e comunitaria della musica popolare del Mediterraneo. Al centro della scena c’è la tammorra, strumento antico e contemporaneo allo stesso tempo: un tamburo che accompagna la preghiera, la danza, il lavoro, la celebrazione e il bisogno ancestrale di condividere. La dimensione della preghiera e quella della festa come momenti dello stesso gesto collettivo: l’uomo cerca un contatto con ciò che lo trascende e celebra, simultaneamente, la propria esistenza insieme con gli altri.