Pescara, l’omaggio a Eriberto con la sua foto più celebre

Bagno di folla davanti allo stabilimento Jambo per l’inaugurazione del totem. La figlia Anita suona la conchiglia per il papà. Il sindaco Masci: «Portò innovazione»
PESCARA. Per qualche istante, sulla riviera, è tornato a suonare il richiamo di Eriberto Mastromattei. Subito dopo lo scoprimento del totem dedicato allo storico balneatore pescarese, la figlia Anita ha preso fra le mani la sua conchiglia, l’ha portata alle labbra e ha soffiato, ripetendo quel gesto con cui il padre, per anni, richiamava amici e bagnanti sulla spiaggia. Davanti a lei, la fotografia di Eriberto a petto nudo mentre suona proprio quella stessa conchiglia. Intorno, centinaia di pescaresi, rappresentanti delle istituzioni e amici di una vita, riuniti per rendere omaggio a uno dei personaggi che hanno più segnato la storia della riviera.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta ieri mattina davanti allo stabilimento balneare Jambo, una volta di sua proprietà insieme allo stabilimento Eriberto (ora Tartarughino). L’omaggio arriva subito dopo il 26 ottobre, giorno in cui Mastromattei, scomparso nel 2008, avrebbe compiuto 95 anni. Sul monumento è impressa una delle sue immagini più celebri, realizzata nel 2006 dal fotografo del Centro Giampiero Lattanzio: lo scatto è diventato nel corso degli anni il simbolo del suo rapporto con il mare. «Lo ricordiamo con amore, passione e sentimento, perché Eriberto era amato da tutti e portò innovazione», ha dichiarato il sindaco Carlo Masci. «Era giusto lasciare un simbolo come questo, affinché chiunque passi sulla riviera possa sapere chi è stato e che cosa ha rappresentato per tutti noi». La figlia Anita ha ringraziato il primo cittadino per aver accolto la proposta di rendere omaggio al padre. «Siamo qui, nello stesso luogo in cui 16 anni fa Luigi Albore Mascia ebbe l’idea di intitolargli questo tratto di riviera, chiamandolo “Passeggiata Eriberto”». Poi un ringraziamento all’autore dell’immagine Lattanzio. Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Fi), il deputato Guerino Testa (FdI), il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd), il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli e gli assessori Alfredo Cremonese, Zaira Zamparelli e Claudio Croce. Presente anche: il presidente del Sib Abruzzo Riccardo Padovano, il gestore Ezio Tucci dello stabilimento “Il Moro”, il presidente del Pescara Calcio Daniele Sebastiani insieme allo storico imprenditore Gianni Santomo, amico di una vita di Eriberto. «Eriberto è stato colui che ha tracciato il solco. Chi è venuto dopo di lui ha continuato a dissodare quel terreno, seguendo la sua capacità di guardare avanti», ha ricordato il consigliere Mascia. E il presidente Padovano ha aggiunto: «Grazie a lui sono arrivate le palme sulle spiagge, che hanno permesso a tanti bagnanti di trovare riparo dal sole». Il balneatore Tucci, infine, ha ripercorso gli anni in cui Mastromattei contribuì a cambiare il modo di vivere gli stabilimenti. «Era una persona che guardava sempre avanti. È stato tra i primi, insieme a mio padre, a offrire qualcosa in più alla città. Ha lasciato il ricordo di una stagione straordinaria, quella della movida degli anni Ottanta, quando ha cominciato a far capire che andare al mare non significava soltanto prendere il sole. Basti pensare ai campi da tennis: ha portato innovazione in un settore in cui, fino a quel momento, gli stabilimenti erano poco più che chioschi dove comprare una Coca-Cola. E noi facciamo il possibile per non farlo rimpiangere».

