Pescara, lunghe code e proteste ai seggi

5 Marzo 2018

È stato impedito a un disabile di votare perché non aveva il certificato Asl. Scrutatori al freddo nella sezione di via Gioberti 

PESCARA. «Mi aspettavo questo exploit del Movimento 5 Stelle, soprattutto qui in Abruzzo incontrando la gente ho percepito questa tendenza». È il commento della sottosegretaria Federica Chiavaroli, candidata al Senato all’uninominale con le liste di centrosinistra, sui primi dati degli exit poll. «Sono dati troppo incerti, è difficile commentarli», dice, «è già accaduto che in passato quando sono arrivati i risultati definitivi sono stati ribaltati i dati degli exit poll». E aggiunge: «Mi aspettavo, comunque, questo andamento del centrosinistra, ma mi aspetto per il Senato voti diversi, perché lì votano persone più mature».
Decisamente più soddisfatto il consigliere comunale Carlo Masci, candidato al Senato con Forza Italia nel collegio plurinominale. «La coalizione di centrodestra guidata da Forza Italia», fa notare, «ha saputo meglio intercettare la voglia di cambiamento della gente, attestata da una massiccia partecipazione al voto. Se poi pensiamo che l’anno scorso non esisteva la coalizione di centrodestra, lo scontro era tutto Pd e M5S, allora dobbiamo riconoscere che Berlusconi ha interpretato perfettamente il ruolo di federatore che si era ritagliato». Non hanno voluto commentare gli exit poll, invece, il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, candidato al Senato e il giornalista del Movimento 5 Stelle Primo Di Nicola, anche lui in corsa per un seggio al Senato.
Intanto, anche Pescara ha fatto registrare un’affluenza piuttosto alta, il 74,89 per cento (75,54 tutta la provincia), contro il 73,18 a livello nazionale. Quasi tutti i candidati sono andati in mattinata a votare. Tra i primi, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che si è recato al seggio della scuola di via Michelangelo. Augusto De Sanctis del Forum H2O è andato al seggio e ha detto al presidente di commissione che rifiutava entrambe le schede precisando di non sentirsi rappresentato da nessun partito.
Lunghe code ai seggi si sono registrati anche nella provincia di Pescara. In particolare, nel capoluogo adriatico, dove in tarda mattinata ci sono state attese anche di mezz’ora. Secondo le testimonianze, la causa dei rallentamenti sarebbe stata causata dalla registrazione dei tagliandi antifrode.
Il sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi, attraverso il suo profilo Facebook, ha invitato i cittadini «a recarsi ai seggi in anticipo, rispetto alla chiusura degli stessi», ha scritto, «poiché avranno diritto al voto coloro che, alle 23, si trovano al seggio elettorale».
Tante le proteste da parte dei cittadini costretti ad attese estenuanti. Un’ex insegnante ha raccontato di essere rimasta per alcune decine di minuti in fila al seggio della scuola elementare di via Monte Siella, a Pescara. Ma la donna è andata su tutte le furie quando hanno costretto la gente in coda a dividersi tra uomini e donne. «Mi sembrava di essere in un campo di concentramento», ha commentato l’insegnante in pensione.
Ancora più drammatico il caso di una mamma che si è recata a votare al seggio della scuola Ignazio Silone in via Vestina, a Montesilvano con il proprio figlio di 27 anni, disabile al 100 per cento. «Non hanno voluto far votare mio figlio, perché non aveva il certificato della Asl che attesta l’invalidità», ha detto la mamma, «ma io ho in mano il documento rilasciato dalla commissione che ha accertato l’invalidità».
Problemi sono stati registrati anche tra gli addetti ai lavori, cioè tra i componenti delle commissioni elettorali. «È tutta la giornata che siamo al freddo qui al seggio elettorale della scuola elementare di via Gioberti, a Pescara», ha rivelato Bruna Di Tommaso segretaria della commissione elettorale, «i termosifoni non funzionano».
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