Pescara, maltratta e lascia in abbandono i genitori e la sorella disabili

30 Gennaio 2026

A giudizio un uomo di 45 anni. Per l’accusa, avrebbe fatto vivere i familiari «in costante sofferenza». Comportamenti e mancanze che avrebbero portato alla morte la madre, seguita da quella del padre

PESCARA. Il 26 febbraio i primi testi di un processo per fatti connotati da un degrado morale e sociale inizieranno a sfilare davanti ai giudici della Corte d'Assise di Chieti (presidente Guido Campli, giudice a latere Luca De Ninis). Imputato un uomo di 45 anni di Pescara, A.T., accusato di abbandono di persone incapaci e maltrattamenti nei confronti della madre, del padre e di una sorella, tutti disabili o con complesse problematiche fisiche e mentali.

Un processo che è stato sviscerato a Pescara (era un episodio inserito in una maxi operazione di droga) fino a quando il collegio, a novembre del 2025, alla fine dell’istruttoria dibattimentale, si è reso conto che la competenza era dell'Assise di Chieti. E questo perché i maltrattamenti subiti dalla madre avevano portato al decesso della stessa (nelle more del processo poi è venuto a mancare anche il padre).

Per comprendere la portata della vicenda basta leggere il capo di imputazione: «...perché con condotte reiterate nel tempo maltrattava i genitori e la sorella, tutti disabili, facendoli dormire su un materasso a terra, costringendoli a vivere in una situazione di estremo degrado, senza le minime condizioni di vivibilità (come acqua e riscaldamento a causa delle utenze staccate per mancato pagamento), non curandoli in modo adeguato, tenendoli in uno stato di malnutrizione, negando loro ogni minima forma di assistenza materiale, facendoli vivere in costante sofferenza, umiliazioni, disagi incompatibili con normali condizioni di vita, depauperandoli delle pensioni di invalidità al fine di acquistare stupefacente, sfruttando a proprio esclusivo vantaggio lo stato di disabilità dei predetti ed i relativi benefici economici; minacciandoli di ucciderli anche brandendo un coltello, cagionando in una circostanza un taglio sulla mano del padre; contribuendo così alle cause che portarono al decesso della madre, la quale veniva ricoverata in data 18 dicembre 2020 per “cachessia, malnutrizione, disidratazione e multiple lesioni da decubito con incremento degli indici flogosi in paziente affetta da demenza e Alzheimer, e decedeva in data 6 febbraio 2021”.

Un elenco di maltrattamenti dei quali si occuperanno ora i giudici della Corte d'Assise.

Il legale della parte civile, l'avvocato Alfredo Cappellacci, ieri ha cercato di ridurre i tempi della decisione (visto che il precedente processo di Pescara) presentando una eccezione che è stata però respinta. Il legale aveva chiesto di acquisire e rileggere tutti gli atti (opportunità prevista dalle nuove norme della Cartabia), senza ripetere l’escussione di tutti i testi di accusa, difesa e parte civile.

Ma la Corte (che per decidere si è riunita in camera di consiglio) è stata costretta a rigettare l’eccezione in quanto dall’esame di alcuni verbali era emerso qualche problema nella registrazione delle testimonianze per cui ha ritenuto, per una maggiore garanzia di tutte le parti, di riascoltare tutti i testi che inizieranno a sfilare proprio dalla prossima udienza del 26 febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA