Pescara preme per la fusione: dal Comune la spinta agli uffici

Ieri la seduta della commissione consiliare: corsa contro il tempo per evitare il rinvio oltre il 2024 Ma gli altri due sindaci, Ottavio De Martinis e Chiara Trulli puntano ad arrivare almeno al 2027
PESCARA. Continua ad essere il tempo il nemico numero uno del processo di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. La legge regionale prevede che l'istituzione del nuovo Comune debba avvenire entro il primo gennaio 2023. Tante sono le voci tra i tre consigli che puntano a uno slittamento della data. Quanto meno al 2024. È quanto emerso ieri mattina, a Pescara, nell'ambito della commissione Nuova Pescara, guidata dal consigliere Claudio Croce che ha visto l'audizione di Maurizio Di Nicola, responsabile dell'ufficio interno al gabinetto del sindaco Carlo Masci che si occupa della fusione.
La legge regionale stabilisce che l'unico slittamento possibile, fino a gennaio 2024, possa essere richiesto dai due terzi dei tre consigli comunali. La richiesta però può avvenire solo una volta approvata, in sede di assemblea costitutiva, la relazione finale del processo. Un documento che dovrebbe contenere tutti i passaggi che sono stati effettuati per arrivare all'unificazione dei tre Comuni, a cominciare quindi dai servizi già fusi e gli aspetti contenuti nello statuto. La relazione al momento non c'è, così come non sono stati ancora unificati i servizi, né è ancora pronta la bozza di statuto.
Durante la seduta di ieri è emersa la necessità di accelerare e stimolare gli uffici a portare a termine i loro adempimenti. L'altra opzione possibile per evitare la scadenza al 2023-2024 è quella di un emendamento alla legge regionale, che parta dal consiglio regionale, oppure una nuova legge. La maggioranza di centrodestra in Regione ormai da mesi sta lavorando alla scrittura di un nuovo dispositivo normativo, che dovrebbe contenere in modo dettagliato le tappe e i servizi da unificare e potrebbe prevedere uno slittamento al 2027. La riflessione è ancora in atto, anche perché, secondo molti, il contesto elettorale avrebbe distolto l'attenzione dal dibattito sulla Nuova Pescara.
Se Carlo Masci spinge per completare la fusione nel 2024, i sindaci di Spoltore Chiara Trulli e di Montesilvano Ottavio De Martinis si trovano invece d'accordo nello slittamento al 2027, una data che piace a tanti, sia per la coincidenza con il centenario della nascita di Pescara dalla fusione con Castellamare Adriatico, ma pure perché consentirebbe a Spoltore di completare il mandato appena iniziato del sindaco Trulli e a Pescara e Montesilvano di concludere quello in corso di Masci e De Martinis, ma anche iniziare una nuova consiliatura. Cinque anni in più secondo Trulli e De Martinis permetterebbero di arrivare a un processo più completo, capace di migliorare i servizi per i cittadini, mentre secondo Masci, uno slittamento rischierebbe di far diventare il processo la tela di Penelope.

