Pescara, presi gli aguzzini delle prostitute

21 Dicembre 2017

Dopo un anno e mezzo di latitanza la polizia scova in Germania la coppia nigeriana accusata di traffico internazionale di esseri umani con basi a Montesilvano e in città

PESCARA. Erano ricercati da un anno mezzo con l'accusa di far parte di un'organizzazione dedita alla tratta internazionale di esseri umani e sfruttamento della prostituzione a Montesilvano e Pescara. Alla fine sono stati trovati e arrestati in Germania, nella cittadina di Grevenbroich, da dove saranno estradati per essere interrogati all'Aquila. Loro sono due cittadini nigeriani, John IYase, 35 anni e la moglie Patience Okoebor, 36. Su di loro il gip dell'Aquila Guendalina Buccella aveva emesso un ordine di arresto europeo su richiesta della Procura distrettuale, pm David Mancini, in base alle lunghe indagini svolte dalla squadra mobile di Pescara. L'esito delle ricerche è esito della collaborazione tra la polizia di Pescara, il Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine, l’Interpol e polizia tedesca. L’organizzazione dei nigeriani aveva come base logistica un appartamento a Pescara ed un altro a Montesilvano dove erano alloggiate le ragazze avviate alla prostituzione. L’indagine ha preso spunto dalla denuncia sporta nel febbraio 2016 da una giovane nigeriana che, dopo che era sfuggita al controllo dei suoi aguzzini, era andata in questura per raccontare che John IYase e la moglie l’avevano fatta entrare illegalmente in Italia, dopo un lungo e periglioso viaggio lungo la tratta Nigeria-Iran- Turchia-Grecia. Un viaggio pagato 20mila euro, con la promessa di un’onesta attività di lavoro, ma che di fatto l'ha portata sulla via della prostituzione una volta arrivata a destinazione. La ragazza, era stata minacciata dai due sfruttatori e, come spesso accade nella comunità nigeriana, sottoposta al rito voodoo. Intercettazioni, perquisizioni e testimonianze, hanno rivelato l’esistenza di una più vasta e complessa rete criminale di carattere transnazionale, della quale la coppia nigeriana faceva parte. E in grado di procurare documenti falsi, e di organizzare e gestire la partenza di ragazze del centro-Africa da avviare poi al mercato della prostituzione.