Pescara, progressiva crisi della Brioni

Ondifero (Cgil): «Persi 800 posti in 13 anni. Le imprese? No a chiusure o delocalizzazioni»
PESCARA. Dal segretario della Cgil di Pescara, Luca Ondifero, arriva una fotografia poco entusiasmante dell’area provinciale, sotto tutti i fronti. Dopo la manifestazione di protesta organizzata dal sindacato davanti all’ospedale di Pescara, Ondifero parla della sanità come della «vertenza più importante» e sottolinea una carenza di personale difficile da colmare, “con una emorragia da venti anni a questa parte mai recuperata». Ondifero ricorda la battaglia della Cgil per i 400 precari arrivata fino al Parlamento per ottenere lo slittamento della data (fino alla fine del 2023) per gli addetti da stabilizzare.
Le aziende
Parlando di “crisi dell’area vestina” il pensiero di Ondifero va alla Brioni che «è passata da 1.500 a 700 lavoratori in dodici-tredici anni: una lenta emorragia legata a un disinvestimento sull’area e sul prodotto e alla scarsa attenzione della politica regionale a quell’area». Sempre alla Regione è rivolto un appello «ad investire sul termalismo, partendo da Caramanico che era un polo di eccellenza», mentre Regione e Comune devono pensare «a un rilancio forte, strutturato, delle Naiadi». Tra le crisi che hanno segnato l’ultimo periodo Ondifero cita quella della Riello, che ha chiuso i battenti, e quella della Ico che vuole chiudere. «Ci sono imprese che vogliono delocalizzare» e l’immagine che ne viene fuori, a livello di realtà industriali, è quella della «politica del carciofo, che perde pezzi un po’ per volta». Poche le speranze per l’anno appena iniziato, se non quella «nei giovani». Purtroppo, sottolinea, «non ci sono le condizioni per un cambio di tendenza: le cose cambieranno quando il lavoro sarà messo al centro». Nessun investimento? «Nel commercio sì. Aprono punti vendita ma ne chiudono altri. Il settore che va è l’edilizia, tra il 110 e l’efficientamento energetico. Funziona, pur con mille contraddizioni interne». Tra le «criticità su cui attivarsi», c’è «la Nuova Pescara. Bisogna pensare a tutto quello che si deve fare per costituirla ma siamo in ritardo».

