Pescara sud, 5 case svaligiate in una sera

Ladri in azione nelle abitazioni di via della Bonifica e Colle Pineta: rubati soldi e gioielli. Altri colpi anche a San Valentino
PESCARA. Sei telefonate alla centrale operativa della polizia in una sola sera. Tutte dalla stessa zona e tutte per denunciare lo stesso reato: furti (di cui uno sventato) negli appartamenti di Pescara sud. A essere presa di mira sabato sera è via della Bonifica e Colle Pineta, dove appena una settimana fa è stata svaligiata la villa dell’avvocato Carla Tiboni, in cui i ladri avevano fatto irruzione portando via circa un migliaio di euro in contanti, gioielli, orologi, ma anche premi e targhe in argento ricevute dal fondatore dei Premi internazionali Flaiano, Edoardo Tiboni, nel corso della sua carriera.
FURTI IN SERIE A PESCARA SUD
I colpi in serie sabato sera nella zona stadio confermano l’allarme furti a ridosso delle festività natalizie: un fenomeno ciclico che presenta dei picchi nei periodi di vacanza e che appena pochi giorni fa ha spinto le forze dell’ordine a intensificare le pattuglie e i controlli preventivi sul territorio. La prospettiva è che, fino alla fine dell’anno, il numero degli interventi sia destinato a salire. Il bottino di questi ultimi sei colpi è ancora da quantificare ma, in base alle prime informazioni, i ladri si sono impossessati del denaro contante trovato nelle case, dell’oro e degli oggetti preziosi. I topi d’appartamento hanno puntato al poco e subito, lasciando perdere i prodotti tecnologici (come computer Mac, televisori o impianti subwoofer professionali da migliaia di euro) oppure gli oggetti di valore (come quadri di artisti quotati o capi di abbigliamento firmati) che pure erano presenti negli edifici assaltati, ma che avrebbero prodotto guadagni una volta immessi sul mercato della ricettazione. Una circostanza che lascia immaginare che possa trattarsi di piccoli criminali improvvisati, senza un obiettivo determinato, e non di professionisti del furto. La strategia è semplice: i ladri approfittano dell’assenza dei proprietari per entrare in azione, in genere tra le 18 e le 21. Complice il buio e le case isolate, meglio se non ci sono sistemi di videosorveglianza che possono rappresentare una forma di difesa passiva, forzano le serrature oppure entrano dal retro, da finestre o balconi, e arraffano tutto ciò che trovano tra denaro e preziosi per poi darsi alla fuga. Solitamente le famiglie si accorgono di aver subito un furto una volta rientrate in casa. Come è successo sabato sera quando, tra le 22 e mezzanotte, i centralini del 113 sono stati presi d’assalto dalle telefonate delle vittime. Un solo colpo è stato sventato, grazie all’intervento di un vicino che si è accorto di alcuni movimenti sospetti e ha dato l’allarme, facendo scattare l’intervento provvidenziale della squadra volante della polizia (agli ordini del dirigente Pierpaolo Varrasso). Nelle abitazioni di Pescara sud “visitate” dai banditi è intervenuta anche la Scientifica, per cercare eventuali tracce lasciate dai ladri e avviare così un percorso di indagine.
FURTI ANCHE IN PROVINCIA
Nel mirino dei ladri di appartamento sabato sera non è finita solo Pescara, ma anche la provincia. Un nuovo allarme è stato lanciato via social dal parroco di San Valentino don Rocco D’Orazio: «Avrei voluto scrivere niente o almeno altro, dopo gli interventi e i tavoli tecnici dei giorni scorsi. Invece, ancora ladri in azione a San Valentino. Ovviamente, case in zone meno frequentate o più isolate, dove non credo abbiano trovato ingenti refurtive (non ce ne sono nelle nostre case, in verità). Eppure, questi soggetti, indisturbati, continuano a imperversare, rinfocolando paure e tensioni». «I nostri cittadini sono stufi», lamenta ancora il sacerdote, parlando dei furti come di un «fatto quotidiano» e non sporadico e auspicando un «Natale sereno». «Possibile che non esiste alcuna protezione contro simili scorribande? Eppure, i ladri entrano in azione dalle 18 alle 22, non alle 3 del mattino. Non si riesce a portare avanti alcuna contromisura, sia essa di prevenzione o di repressione?» Don Rocco chiede «risposte concrete» e «azioni efficaci delle forze dell’ordine (che fanno più del possibile con gli organici ridotti all’osso e, nonostante tutto, presidiano continuamente il territorio), non tavoli di confronto» con «arresti e certezza della pena, non operazioni di facciata». «Dobbiamo tutelare i cittadini onesti», conclude, «e farlo con tutte le energie possibili e necessarie. Non è più il tempo di aspettare e sperare».

