«Pescara Vecchia resta di qualità»

Installate le luci d’artista. Summa: sono il simbolo della trasformazione che sta vivendo la zona
PESCARA.
Riparte dalle luci d’artista fatte arrivare da Torino dall’assessore al Turismo Cuzzi, Pescara vecchia, patria della movida pescarese che oggi si trova a competere con nuove zone e soprattutto con nuove formule di divertimento, quelle cresciute come funghi nella zona del mercato di via Battisti prima di tutto, ma anche con le proposte che una dopo l’altra stanno rivitalizzando il centro città, da piazza Salotto alla zona tra via Roma e via Trento.
«Bisogna uscire dall’idea che una zona debba uccidere l’altra», dice subito Cristian Summa, presidente del Consorzio Pescara vecchia, «la città tutta deve avere un ruolo attrattivo turistico e ogni zona deve ricavarsi il proprio spazio per crescere insieme. È vero», ammette Summa, «rispetto agli ultimi anni Pescara vecchia sta vivendo una fase di trasformazione, e l’accensione delle luci dell’artista Luigi Stoisa che siamo riusciti ad avere da Torino grazie all’assessore Cuzzi e a quello piemontese Braccialarghe è un atto simbolico di questa trasformazione, ma soprattutto di questa voglia di andare avanti. L’opera di Stoisa è solo il primo passo, l’anno prossimo di questi tempi contiamo di accendere molte altre luci d’artista a Pescara vecchia, per attirare e catturare le persone che vengono qui anche per godere di queste opere d’arte. È un puzzle che stiamo costruendo anche per il turismo invernale, c’è già un accordo con Torino e Salerno, ed è in via di definizione il numero delle luci che potremo avere a Pescara».
Quanto al nuovo sviluppo che sta avendo il centro città, Summa è chiaro: «A noi non cambia niente, tenendo conto che nel 2006 con il caffè delle Merci sono stato il primo a investire in una zona, come quella del mercato, dove all’epoca nessuno avrebbe scommesso una lira. Questo per dire che ho sempre creduto nella città policentrica. Pescara vecchia, grazie al richiamo che via Battisti ha avuto sui giovani e giovanissimi, adesso sta ritrovando la sua nuova vocazione, quella dell’enogastronomia, del beverage di qualità che ci ha portato ad avere un target adulto che prima non avevamo: tanta gente che non veniva adesso sta venendo. Merito anche degli operatori che dopo aver assorbito il momento di crisi si sono concentrati affinché la zona acquisisse una vocazione di eccellenza, con un occhio anche all’arte. Ma non parlerei di rilancio di Pescara Vecchia», sottolinea il presidente del consorzio, «è un momento di trasformazione. Eventi come l’Oktoberfest o il Wine festival ne sono la testimonianza». Quanto all’accensione dell’opera di Stoisa, Summa precisa: «È stata messa in via delle Caserme solo perché è la strada più larga per accogliere le dimensioni di quest’opera per cui voglio ringraziare l’impresa Mammarella che l’ha montata e Silvia Moretta che si è occupata della parte artistica del progetto, oltre al Comune, come ho detto, che ci ha aiutati e sostenuti. Ma è importante smetterla con l’autoreferenzialità che va trasformata in grandi idee per crescere. Questo è solo il primo passo». (s.d.l.)
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