Pescara, violentata nel capannone: scatta il secondo arresto

12 Dicembre 2017

Tunisino in trappola accusato anche di rapina e lesioni. Insieme a un marocchino (già in carcere) avrebbe abusato di una 22enne e picchiato l'amico in via Tiburtina

PESCARA. E' stato arrestato dalla polizia il secondo giovane accusato dello stupro nel capannone abbandonato in via Tiburtina. Le manette sono scattate intorno ai polsi di un tunisino, Bilel Ouerghemmi, di 35 anni, su ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata e lesioni, emessa dal giudice delle indagini peliminari Bongrazio su richiesta del Pm Di Stefano. Su Bilel Ouerghemmi, già noto alle forze di polizia per altri fatti, sono caduti pesanti indizi negli otto mesi di indagini effettuate dalla squadra mobile dopo la denuncia ed il primo arresto effettuato a giugno di un altro extracomunitario: il marocchino Driss El Amri, 22 anni, coindagato per gli stessi fatti, riconosciuto grazie all’esame delle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza e alle accurate descrizioni fornite dalle vittime della brutale aggressione. La violenza risale agli inizi del mese di marzo scorso. Quando una 22enne di Pescara, aveva denunciato che nella tarda serata del 28 febbraio, mentre si trovava in compagnia di un suo amico, in via Tiburtina, nei pressi di un capannone in disuso, era stata avvicinata da due stranieri. Uno dei due aveva aggredito con calci e pugni il ragazzo che era con lei e lo aveva immobilizzato, l’altro l’aveva costretta, con pugni e schiaffi, a subire atti di violenza sessuale. I due sconosciuti si erano poi appropriati del portafogli e del telefono cellulare della ragazza, dandosi alla fuga. La ragazza era quindi andata in ospedale, da dove era stata poi dimessa con una prognosi di 7 giorni per “sospetta violenza sessuale ed ematoma della mandibola destra”. All' amico erano stati diagnosticati 3 giorni di prognosi per una lesione ad un dente.