Pestaggio con cric e mazza, due arresti

16 Marzo 2018

Coppia aggredita in casa da sei persone, tra cui quattro donne. Dietro c’è una faida familiare per l’affidamento di minori

PESCARA. Una discussione in famiglia per la custodia delle bambine nel fine settimana, dopo la separazione. È nato tutto da lì.
Quel battibecco ha scatenato una spedizione punitiva molto violenta, con tanto di cric e mazza da baseball, oltre a pugni, calci e graffi. Drammatico l’epilogo: due persone, le vittime, sono finite in ospedale, lasciandosi alle spalle la casa danneggiata dal raid. Cinque dei sei autori del blitz, invece, sono stati raggiunti nelle ultime ore dal provvedimento del giudice per le indagini preliminari, Gianluca Sarandrea: due di loro, due uomini, sono finiti in carcere mentre tre donne sono state sottoposte al divieto di avvicinamento all’abitazione e al luogo di lavoro frequentati dalle vittime, per evitare il rischio di incontro o di contatto.
È il 17 febbraio quando scatta il raid. In casa di una coppia, dove ci sono anche tre bambini, si presentano in sei, due uomini e quattro donne. Nel gruppo c’è l’ex convivente della proprietaria di casa, che ha una mazza da baseball in mano e la usa per colpire l’attuale compagno della malcapitata. I colpi sono diversi, in testa, si susseguono uno dopo l’altro. L’altro uomo che ha fatto irruzione nell’appartamento, invece, impugna un cric, e lo usa per danneggiare gli arredi. Le donne del gruppo se la prendono con la proprietaria di casa, la afferrano per i capelli e la picchiano con calci e pugni. Una volta soddisfatti della lezione, i sei vanno via con due auto.
La vittima si rivolge al 113 e chiede l’intervento della polizia dicendo di essere appena stata appena aggredita in casa con il suo compagno. Gli uomini della Volante, arrivando nell’appartamento, ascoltano il racconto e notano i danni, evidenti, prodotti da quella visita: la porta di ingresso rotta, il vetro di una finestra in frantumi, la casa sottosopra e il letto del bambino a pezzi. Che ci sia stato un pestaggio è chiarissimo perché sul pavimento ci sono delle ciocche di capelli e il cric usato per sfasciare il mobilio è rimasto lì, vicino ad una finestra. Un testimone, poi, conferma di aver assistito alla scena, oltre ad aver sentito le urla arrivare dall’appartamento. La vittima immagina il motivo di tanta violenza. Poche ore prima, riferisce alla polizia, ha avuto un diverbio con l’ex cognata. Al centro della discussione la custodia nel fine settimana delle figlie che ha avuto con l’ex compagno.
È la squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana , ad occuparsi delle indagini. Ed emerge che il pestaggio «è stato l’epilogo di una situazione di grave conflittualità» tra la vittima e il suo ex per l’affidamento delle figlie: negli anni la donna avrebbe già subito minacce e aggressioni dalla famiglia dell’ex, che lo spalleggia, e proprio per questo ha già presentato delle querele.
Il quadro ricostruito dalla polizia fa emergere, per il giudice «gravi indizi di colpevolezza» a carico degli indagati che potrebbero «reiterare» i comportamenti del 17 febbraio. A carico dei due uomini, C.S. e R.D., di 52 e 33 anni, già conosciuti dalle forze dell’ordine, viene disposta la custodia cautelare in carcere, essendo «pericolosi». Per tre delle quattro donne, invece, è stato disposto il divieto di avvicinamento alle vittime, avendo avuto un ruolo «meno rilevante» rispetto agli uomini. Ieri la Mobile ha eseguito gli arresti e notificato gli altri provvedimenti mettendo fine a quella che definisce una «faida familiare».
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