Pettinari: «Nelle case dell’Ater troppi abusivi, ma niente sfratti»

7 Giugno 2020

Il vice presidente del consiglio regionale dei 5 Stelle presenta un documento sugli alloggi popolari  «Ci sono 105 appartamenti occupati senza titolo in città, Regione e Comune non intervengono»

PESCARA. «C'è una legge regionale, la 96/96 che stabilisce chi ha diritto di rimanere nelle case popolari e chi non lo ha e deve essere sfrattato. Eppure né Comune, né Regione intervengono». È un duro atto d'accusa quello che Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale, lancia in materia di edilizia popolare.
Carte alla mano, in uno dei quartieri a rischio della città, Fontanelle, il consigliere pentastellato ha tracciato un quadro sullo stato attuale delle occupazioni degli appartamenti Ater di Pescara. «Sono circa 105 le case gestite dall'Ater di Pescara occupate abusivamente o senza titolo. A queste si aggiungono 149 alloggi che dal 2017 al 2020 sono stati sanati attraverso l'articolo vergogna di questa legge regionale, ovvero il 36 comma uno bis grazie a cui è stata data una sorta di condono dell’abusivismo», afferma.
Partendo dal quartiere Fontanelle il focus illustrato da Pettinari, affiancato dai residenti del rione e dai membri dell'associazione Insieme per Fontanelle, riguarda tutte le periferie cittadine: Rancitelli, San Donato, via Rigopiano, Zanni, Borgo Marino e piazza Grue. La legge regionale 96/96 prevede che l'accesso e la permanenza nelle case popolari venga vietato a chi negli ultimi 10 anni abbia riportato sentenze passate in giudicato per reati penali, come lo spaccio, l'usura e il racket. Condizione estesa anche ai componenti del nucleo familiare. Sempre secondo la legge gli appartamenti e i locali pertinenti non possono essere utilizzati per atti criminosi, pena il decadimento dell’assegnazione. Vietato qualunque tipo di subaffitto o vendita illegale degli immobili. Inoltre, l'articolo 34 stabilisce che se viene eseguito un allaccio abusivo per le utenze di acqua, gas e luce per l’assegnatario decade ogni diritto sulla casa Ater. «C'è una legge regionale, parla chiaro, eppure sono continuamente registrati casi di attività illecite e occupazioni abusive. In questo contesto è il Comune», chiarisce Pettinari, «l’organo preposto all’istruttoria con il compito di verificare se le condizioni di assegnazione persistono. Una volta individuati i soggetti che non rispondono più ai requisiti, il sindaco ha il potere di annullare il contratto ed emanare il provvedimento di decadenza a cui segue lo sfratto».
Secondo Pettinari, la Regione dovrebbe chiedere conto all'amministrazione comunale del lavoro svolto sulle verifiche dei requisiti per il mantenimento della casa o sugli allacci abusivi, tanto più che l'articolo 36 della legge regionale dispone che Comune e Ater pubblichino sul sito istituzionale «l'elenco delle abitazioni occupate abusivamente, così da consentire ai gestori di interrompere l'erogazione del servizio. Da un controllo sui siti, non c'è traccia di questa pubblicazione», sottolinea. Al centro del dossier sulle periferie anche il tema della manutenzione. Nel giugno 2019 l'Ater ha richiesto alla Regione 2 milioni e 750mila euro per opere urgenti. «Una cifra necessaria», prosegue il pentastellato «per attuare un censimento delle situazioni più a rischio, agire dove ci sono emergenze strutturali gravi e poi poter pianificare una serie di interventi mirati. L'Ater non ha mai ottenuto alcuna risposta, a dimostrazione della disattenzione totale di questo governo regionale», conclude Pettinari.
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