Piano acustico, Consiglio rinviato ancora

Caso movida e rumori notturni, sale la tensione. Antonelli: «Mi sento minacciato, è inaccettabile»
PESCARA. È stata aperta e subito rinviata a mercoledì 3 agosto, alle 9, per dare la possibilità a tutti di approfondire le questioni relative agli emendamenti, la seduta del consiglio comunale di ieri chiamata a discutere e a votare il Piano di risanamento acustico per ridurre i rumori notturni nella zona di piazza Muzii. È stato il capogruppo della Lega, Vincenzo D'Incecco, subito dopo l'appello, a chiedere «qualche giorno in più di tempo». La richiesta è stata condivisa anche dal capogruppo del Pd Piero Giampietro, il quale ha fatto presente che l’opposizione già nella seduta di martedì aveva proposto di sospendere i lavori, e non tanto per capire meglio il testo, quanto piuttosto per ascoltare le associazioni di categoria. «Adesso si approfitti di questi giorni», ha detto Giampietro, «per convocare una conferenza dei capigruppo alla presenza dei rappresentanti delle associazioni e comprendere così il punto di vista degli esercenti».
«Ma questo», ha tenuto a sottolineare il consigliere di Forza Italia, Alessio Di Pasquale, «era già previsto».
In realtà questi giorni dovranno servire a ricomporre le fratture createsi in seno alla maggioranza, attualmente divisa tra i favorevoli alle regole rigide contenute nel documento, e i contrari al giro di vite sulla movida, ancora di più nel periodo estivo. E fra i contrari, Fratelli d'Italia che, attraverso la capogruppo Zaira Zamparelli ha presentato un emendamento in cui si chiedono delle deroghe. Nell’attesa, sono su tutte le furie i titolari dei locali, i quali bocciano senza mezzi termini il Piano e minacciano di chiedere un maxi risarcimento danni al Comune. Da parte loro i residenti hanno già citato in giudizio il Comune, chiedendo 2 milioni e 200 mila euro per i danni subiti dal rumore.
Ieri pomeriggio, nel rinviare la seduta, il presidente del Consiglio Marcello Antonelli ha detto di sentirsi minacciato e di stare valutando l’ipotesi di interessare gli organi competenti. «Credo», ha sottolineato, «che sia utile questa sospensione e spero che questi giorni servano anche rasserenare il clima. Sto valutando seriamente l’ipotesi di trasferire agli organi competenti alcune dichiarazioni che per me suonano come minaccia, una lesione del diritto del consiglio comunale a votare liberamente e serenamente senza essere costretto ad adottare un atto piuttosto che un altro. Mi sento minacciato, e credo anche voi come consiglieri comunali, da alcune dichiarazioni di cittadini piuttosto che di rappresentanti di associazioni o comitati, che annunciano denunce e richieste danni. È una cosa inaccettabile in un sistema democratico quale è quello italiano. Pertanto, sto valutando di inoltrare all’autorità giudiziaria alcuni articoli di giornale». (a.d.f.)

