Piano contro le truffe agli anziani Il prefetto: ecco come difendersi

15 Febbraio 2022

Dopo gli ultimi casi segnalati in tutta la provincia, parte l’iniziativa per contrastare il fenomeno Di Vincenzo: «Segnalazioni arrivano ovunque, ma per adesso non c’è una situazione di allarme»

PESCARA. Venerdì scorso, due campani di neppure 20 anni, incensurati, arrestati dalla squadra mobile dopo aver truffato un’anziana, portandole via preziosi e ricordi di famiglia, con la scusa che servivano urgentemente a un nipote in serie difficoltà economiche.
Nella stessa giornata, i due, giunti appositamente in città per mettere a segno colpi, avevano provato a derubare un’altra anziana stavolta fingendosi dipendenti delle Poste. Non c’erano riusciti per l’intervento di una nipote della donna, che li aveva messi in fuga allertando allo stesso tempo il 113.
E non sono gli unici episodi. Nell’ultimo periodo, segnalazioni riguardanti questo odioso reato arrivano da un po’ tutta la provincia. In un’ottica di prevenzione, la prefettura ha realizzato un opuscolo contenente tutta una serie di consigli per non farsi raggirare, che è già stato inviato ai sindaci e ai dirigenti degli uffici pubblici in modo da diffonderlo il più possibile, con tanto di numeri utili da chiamare in caso di necessità o anche se si hanno soltanto dei dubbi.
Fra le indicazioni, quella di non aprire assolutamente la porta o il portone agli sconosciuti; non aprire e verificare, chiamando 113, 112 o 117, se qualcuno si presenta dichiarando di essere un poliziotto, un carabiniere o un altro appartenente alle forze dell’ordine, chiedendo soldi. Ed ancora, in caso di consegna di lettere e pacchi, farli lasciare nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa.
«Quello delle truffe agli anziani», spiega il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, «è un fenomeno presente a Pescara e in provincia, ma non in maniera allarmante. Il nostro compito è di lavorare in un’ottica di prevenzione. Di qui l’opuscolo, che ha come obiettivo quello di alzare il livello di attenzione da parte di tutta la comunità affinché il fenomeno venga contenuto. Ne abbiamo anche parlato, giovedì scorso, in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nel breve documento elaborato abbiamo riassunto, in modo semplice, le regole di comune prudenza che possono costituire una barriera importante di protezione nei confronti degli anziani e delle persone più fragili».
E ancora: «Diverse sono le tecniche usate per compiere le truffe. Ad esempio, vengono chiesti soldi per un familiare in difficoltà. E questo lo abbiamo visto anche negli ultimissimi episodi. La capacità e la fantasia dei truffatori è purtroppo in continua evoluzione. L’importante è avere comportamenti di comune prudenza. La truffa mira tendenzialmente a creare un effetto sorpresa e ad approfittarsi del senso di smarrimento della vittima, che non riesce a gestire l’evento imprevisto».
Per Di Vincenzo, quindi, è fondamentale mantenere alta l’attenzione su questo fenomeno che prolifera anche perché spesso meno visibile. «La stessa vittima», fa presente, «sente quello che le è successo come una sconfitta e ciò deve essere evitato. Serve, ripeto, che ci sia la collaborazione di tutti».
Tra i consigli contenuti nell’opuscolo, attivare o farsi attivare dai propri familiari i canali informatici della domiciliazione bancaria delle utenze; cercare di non essere ripetitivi nelle abitudini verso la banca o l’ufficio postale, ad esempio recandosi in filiale sempre al medesimo orario e/o facendo sempre lo stesso percorso.
Agli anziani viene inoltre suggerito di non fermarsi mai per strada e non dare ascolto a chi chiede di poter controllare soldi o libretto personale anche se la persona in questione sembra distinta e ha dei modi affabili e gentili. E soprattutto l’invito è a non dare denaro a nessuno anche se chi si ha davanti dice di essere un funzionario o un rappresentante di ente pubblico o privato. Utilizzare se possibile i bollettini postali. Farsi accompagnare in banca o all’ufficio postale preferibilmente da un familiare.
Altro suggerimento è «non prestare la carta che si usa per il pagamento ad altre persone. Non custodire mai, insieme alla carta, il codice Pin».