Piano d’Orta, la bonifica è lontana

30 Agosto 2019

Fumata grigia dalla Conferenza dei servizi. Il ministero pensa a un nuovo decreto

BOLOGNANO . Valutare tutte le semplificazioni possibili, per arrivare il prima possibile alla bonifica della discarica di Piano d’Orta, nel comune di Bolognano. È la richiesta avanzata dalla Regione Abruzzo nel corso della riunione della conferenza dei servizi di mercoledì scorso, convocata dalla direzione per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’ambiente.
Doveva essere una riunione “decisoria, in forma semplificata e modalità asincrona”, che si è conclusa con un nulla di fatto, perché in realtà, non si è arrivati ad alcuna determinazione concreta. Argomento della discussione è stata la revisione dell’analisi di rischio, alla luce delle nuove prescrizioni imposte alla Edison, la società che dovrà farsi carico della bonifica. La partita, dunque, non è ancora chiusa perché nel frattempo sarebbero venuti fuori altri elementi e il ministero sta valutando se formulare un nuovo decreto, dopo le proposte avanzate da Edison, di cui dovrà farsi carico il successore di Sergio Costa, nell’ipotesi il ministro non venga confermato nel nuovo esecutivo.
Una circostanza che comporterebbe una dilatazione dei tempi, dal momento che andrebbe ad appesantire un iter burocratico che si trascina da tempo. La Regione, in questo senso, ha chiesto di mettere in atto tutte le accortezze possibili in modo da semplificare il quadro.
Nella zona ex Montecatini, fino al 1965, era attivo uno stabilimento che si occupava della produzione di acido solforico. La superficie dell’area inquinata, scoperta dopo la vicina discarica di Bussi, è enorme; nel sottosuolo, ad appena cinque metri di profondità, sono state trovate sostanze come arsenico, vanadio, mercurio, piombo, rame, zinco, berillio, selenio, manganese e ferro, in concentrazioni di molto superiori ai limiti tollerati .
Un sito, quello scoperto dai carabinieri forestali guidati dal colonnello Annamaria Angelozzi, che può essere considerato a buon titolo come uno dei grandi e inquinati d’Italia, che non ha nulla da invidiare a quello di Bussi, scoperto nel 2007 dal Corpo forestale guidato da Guido Conti. Le due aree distano tra di loro poche decine di chilometri e fanno parte dello stesso Sito di interesse nazionale (Sin). (a.bag.)
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