Piano territoriale ok, ospedali rinviati

Assessore Verì soddisfatta della verifica romana: i ministeri approvano un documento e chiedono correzioni agli altri due
PESCARA. La Regione incassa a Roma un sì e due aperture. Il tavolo di monitoraggio, convocato dalle 15 di ieri, ma cominciato alle 17, è andato avanti fino a sera inoltrata. Erano le 20,40 quando la riunione si è sciolta. Per il Mef era presente Angela Adduce, della Ragioneria generale dello Stato, ma Andrea Urbani, direttore della programmazione sanitaria del ministero, era assente. Al suo posto, la dirigente Simona Carbone. C’erano poi i rappresentanti di Agenas, Aifa (Agenzia del farmaco) e del Comitato Lea (Livelli essenziali di assistenza).
UN GRAZIE A FAGNANO. Sul banco di prova tre documenti presentati agli esperti dei ministeri della Salute e delle Finanze dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì e dal dipartimento Salute e Welfare, diretto da Giuseppe Bucciarelli, subentrato ad interim dopo la morte improvvisa del top manager Roberto Fagnano.
E proprio a Fagnano, i rappresentanti del tavolo di monitoraggio, in particolare la Carbone, hanno espresso il proprio apprezzamento postumo. Un grazie esteso ad assessore e funzionari «per aver rispettato le scadenze nell’invio dei documenti ed essere riusciti a imprimere un passo nuovo alla programmazione sanitaria», scrive la Regione in una nota. Il tavolo romano è quindi entrato nel vivo.
IL TERRITORIO. Possiamo certamente dire che ha passato l’esame il documento sulla nuova Rete territoriale: uno studio eseguito dall’Agenzia sanitaria regionale diretta da Alfonso Mascitelli, anche lui presente a Roma, che potenzia l’assistenza residenziale e domiciliare, integrandola alla rete sociale, per abbattere liste d’attesa e ricoveri inappropriati.
MA SE NE RIPARLA. Rinviati per integrazioni e approfondimenti, invece, sia la proposta di Rete ospedaliera con, tra l’altro, quattro Hub di II livello negli ospedali dei capoluoghi di provincia, sia il Programma operativo 2019-2021.
Per la rete ospedaliera – in estrema sintesi – sarebbero troppe le deroghe al decreto Lorenzin che, di fatto, non permette più di due super ospedali definiti Dea di II livello in Abruzzo. Ma le deroghe non sono precluse: il piano infatti potrà essere ripresentato con motivazioni più articolate e tecniche. E meno deroghe. Per di più, la cosiddetta “tabella C”, che entra nel dettaglio dei quattro Dea di II livello, è arrivata tardi. Troppo tardi per essere esaminata e valutata in tempo. Stesso rinvio per il Programma operativo: 44 pagine con sei macro operazioni (tra cui la più consistente riguardante la costruzione di nuovi ospedali), per il quale è stato chiesto un cronoprogramma più dettagliato.
Se ne riparla al tavolo di monitoraggio di marzo 2020? «No, molto prima», risponde per telefono Verì che, a tarda sera, ha diffuso una nota. «I documenti presentati aprono di fatto l’interlocuzione sulle nuove reti (ospedaliera e territoriale) e sulla programmazione regionale», scrive.
POSTO UN ARGINE. «Le proiezioni sui conti», spiega Verì, «mostrano una spesa farmaceutica e per dispositivi medici in crescita. Una crescita a cui però proprio la nuova programmazione regionale si pone l’obiettivo di mettere un freno. Si segnala inoltre la positiva evoluzione dei rapporti con gli erogatori privati. Ricevute le note di credito per il 2018, sembrano ormai risolti i problemi con l’infrastruttura sanitaria privata della nostra regione e si prospetta», continua, «la sottoscrizione dei contratti entro i primi giorni di dicembre ed il contestuale avvio della contrattualizzazione del 2020. Cresce, come previsto, la spesa per il personale sanitario, ma molto può essere ancora fatto», sottolinea l’assessore.
CONDIVISI E AFFIANCATI. Arriviamo al fulcro dell’esame appena affrontato. «La programmazione 2020-2021, condivise le 6 mosse strategiche», dice Verì, «entra nella seconda e conclusiva fase dedicata alla declinazione degli obiettivi operativi che caratterizzerà i lavori del prossimo mese. La palla passa ora ai funzionari del Dipartimento della Salute che, in collaborazione con le Asl, saranno chiamati a costruire i presupposti per l’uscita dal piano di rientro. La disponibilità inoltre delle proposte di rete ospedaliera e territoriale apre il tavolo di affiancamento con il ministero della Salute per valutare i fabbisogni rappresentati dalla regione». In parole semplici, c’è la condivisione da parte del ministero che si è reso disponibile ad affiancare e ad ascoltare la Regione. Parola di Carbone.
IL CASO SUPERTICKET. Infine, «relativamente alla delibera sul superticket (inviata in approvazione preventiva), il tavolo ha ribadito l’impossibilità da parte della Regione di procedere, in autonomia, all’approvazione del provvedimento e senza l’autorizzazione del tavolo dedicato alla tematica, che non si è ancora riunito».

