«Piazza Salotto invivibile: puzza, sporcizia e black out»

16 Giugno 2018

I commercianti protestano in Comune: «Siamo diventati peggio di una periferia» Escrementi ovunque, giacigli fatti con i cartoni. E l’illuminazione non funziona 

PESCARA. Lo chiamano centro «ma sembra periferia». Più che il salotto buono è «il peggio di Pescara».
Sotto i portici di piazza della Rinascita «un fetore insopportabile»; lungo le strade «giacigli fatti con i cartoni» usati come letti dai senza fissa dimora; sui muri imbrattati di scritte «ci orinano cani e persone». Le luci «sono quasi sempre spente», le telecamere «non funzionano». Questo «lo chiamate il centro della città, la via elegante dello shopping?».
Sono furiosi i commercianti del centro cittadino che ieri mattina si sono riversati nella sala della commissione Vigilanza, controllo e garanzia , convocata dal presidente Carlo Masci che ha raccolto «il grido di dolore» degli imprenditori e ha rimandato ad una nuova riunione con gli assessori competenti e la polizia municipale.
Il consigliere comunale ha riunito intorno ad un tavolo una delegazione di imprenditori e ambientalisti: Marina Dolci di Dolci Sport; Barbara Cazzaniga, dell’omonima gioielleria; Pino Tollin di Montaliani abbigliamento; Christian Santilli, Mille e una cialda; Angelo Baldacci, b&b The Bed; Marco Canale di Maja lingerie; Laura Crivellone, a capo del comitato Volontari per Pescara pulita.
Ognuno di loro ha raccontato particolari raccapriccianti del degrado in centro.
Come l’illuminazione «che va e viene e non si capisce quanto tempo ci mettono a riparare i punti luce. Siamo al buio, mentre le luci sono la forza per tenere lontane le persone non gradite». Le telecamere ci sono «ma non funzionano: perché sono state montate?».
Dopo Ironman in piazza sono stati lasciati «cavi e fili penzolanti e una centralina dell’Enel è rimasta completamente aperta per giorni. A nulla sono servite le segnalazioni ai vigili». Ci ha pensato, in tempo reale, il consigliere Maria Ida D’Antonio a risolvere la situazione. Mentre ascoltava le lamentele dei negozianti, ha preso il telefono e ha chiamato l’Enel: «Stanno andando gli operai a sistemare tutto».
Sotto i portici invecchiati di piazza Salotto «la puzza di urina ed escrementi è insopportabile. Davanti ai negozi sfitti file di carretti di gelati, crepes e porchetta invadono tutti gli spazi e nessuno fa multe. Se piove non c’è spazio per ripararsi. Così non si va avanti. Ieri una ventina di persone si lavavano alla fontanina della piazza». Nel corso della riunione, i tecnici del Comune hanno avviato l’iter per lo smantellamento dei gazebo davanti al Caffè Venezia chiuso per sfratto. Ci vorranno almeno 3 settimane. All’incontro erano presenti anche i consiglieri Maria Ida D’Antonio, Vincenzo D’Incecco, Alfredo Cremonese, Leila Kechoud, Enrica Sabatini, Marcello Antonelli.