Piazza Salotto preda di ladri e balordi

21 Aprile 2016

Tre spaccate in tre giorni, l’ultima all’alba di ieri alla pasticceria napoletana dove hanno rubato duemila euro

PESCARA. Sfondano le vetrine a calci, di notte, e per pochi spiccioli lasciano danni che fanno male prima alle tasche e poi al morale di quanti, giorno dopo giorno, s’impegnano in prima persona a non mollare, a portare avanti attività spesso a conduzione familiare già prese di mira da una crisi che non accenna a scemare. Succede in piazza Salotto e dintorni, di notte terra di nessuno.

Negozi di frutta e verdura, pasticcerie, salone di parrucchiere o pizzeria: non importa il negozio, l’importante è rompere, sfasciare, entrare per arraffare i pochi spiccioli del fondo cassa sicuri dell’impunità che li aspetta. Da sabato a ieri notte è successo tre volte ai danni di altrettanti esercizi commerciali in un raggio di poche centinaia di metri.

Partendo dal più recente e meno “balordo”, c’è il furto commesso all’alba di ieri ai danni dell’Oro di Napoli, la pasticceria napoletana di piazza Salotto, tra la farmacia Vizioli e il caffé Saquella. I ladri, secondo quanto riferisce la responsabile Roxana Palincas, sarebbero entrati in azione tra le 5 e mezza e le sei, nella mezz’ora in cui una delle dipendenti che doveva prendere servizio nel laboratorio della pasticceria si è allontanata per andare a comprare le sigarette.

«In quella mezz’ora», racconta la responsabile della pasticceria, «i ladri hanno rotto la vetrata praticando un foro accanto alla serratura della porta d’ingresso scorrevole. Dall’esterno sono riusciti a sganciare la porta e ad entrare per andare dritti al cassetto dei soldi». Duemila euro destinati ai fornitori da saldare, riferisce la responsabile del locale, proprio ieri mattina. «Purtroppo le nostre telecamere erano fuori uso per lavori, ma confidiamo in quelle del bar affianco», dice Palincas, «e nelle telecamere della piazza. Fortunatamente siamo assicurati, ma è pesante anche doverlo spiegare ai fornitori che vogliono comunque essere pagati».

Niente di nuovo, purtroppo, per i commercianti della zona. Il giorno prima, lunedì mattina, in via Clemente De Cesaris la sorpresa era toccata al parrucchiere Peppe D’Alma, che ha trovato alzata la serranda del suo negozio vicino al mercato di piazza Muzii. «Hanno preso a calci il vetro della porta antisfondamento», riferisce D’Alma, «danneggiando solo le guarnizioni. Ma tanto nella zona è un continuo. Per me è già la seconda volta, la prima erano entrati addirittura con me dentro, c’era la luce spenta», racconta D’Alma, «e sfondarono la porta. Ci vorrebbe un po’ più di sicurezza, un po’ più di vigilanza, ma non possiamo mettere noi commercianti una guardia fissa per proteggerci».

Seicento euro di danni, per un bottino di 30-40 euro, è quello che hanno lasciato sabato i balordi che hanno preso di mira la pizzeria Primo Maggio che ridà sul parcheggio dell’omonima piazza. «Hanno sfondato la vetrina», riferisce Gabriella Sammassimo, «forse a calci, e se ne sono andati con il fondo cassa di 30-40 euro. Ma tanto ci avevano provato già altre volte», commenta quasi rassegnata la commerciante, «sono dei balordi, dei drogati, di certo non dei ladri professionisti: altrimenti perché prendere di mira una pizzeria, per portarsi il forno a casa?». La conferma arriva da Luca Amicone, del negozio di frutta e verdura di via Regina Elena: «L’anno scorso da noi sono venuti due volte, per prendersi il fondo cassa, roba di pochi euro. Ma tanto con le strade buie e le telecamere che non funzionano qui è sempre un Far West».

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