Piazza Unione, firme contro il parcheggio

Le associazioni: lì sotto c’era un bastione della Piazzaforte. L’assessore Mascia: i lavori vanno avanti
PESCARA. Chiedono al sindaco Carlo Masci e agli assessori Luigi Albore Mascia (lavori pubblici) e Mariarita Paoni Saccone (cultura) di «cancellare immediatamente ogni piano volto a realizzare posti auto in piazza Unione» a servizio di viale Marconi a tre corsie e di studiare un nuovo progetto di rilancio della piazza e del centro storico «in grado di valorizzarne la vocazione storica e culturale». Per questa ragione è stata lanciata ieri una petizione online sulla piattaforma change.org in cui si mette in luce come la zona sia «ad elevato potenziale archeologico».
Secondo alcune associazioni come Italia nostra, Archeoclub e Pescara tutela, l’area dove l’amministrazione intende realizzare un parcheggio da 50 posti auto, fino a un anno fa occupata da un distributore di benzina, coincide con la sezione di piazza Unione dove un tempo insisteva il bastione San Cristoforo, detto anche Bandiera o del Telegrafo. Qui, secondo le fonti, Vittorio Emanuele II il 17 ottobre del 1860 pronunciò il celebre discorso che inizia con: “Oh, che bel sito per una grande città”, sancendo la trasformazione di Pescara da piazzaforte difensiva a città moderna, aperta al mondo e ai commerci. «Con tutta probabilità», spiega lo storico Licio Di Biase, «nel sottosuolo è possibile rintracciare un altro sotterraneo della Piazzaforte e, dopo il recente rinvenimento del bastione San Vitale, sarebbe un altro incredibile ritrovamento». Come evidenzia Giulio De Collibus, le associazioni vorrebbero creare un grande parco archeologico che comprenda anche la cinta muraria cinquecentesca della Piazzaforte e i resti della necropoli tardo romana. «Un’ipotesi che non si sposa con la creazione di un parcheggio», dice De Collibus. «Il luogo merita una sistemazione a giardino», ribatte Italia nostra, «che ricordi quella preesistente alla massiccia presenza dell’asse attrezzato e consenta alla città di leggere un pezzo della sua storia, valorizzando eventuali ritrovamenti e illustrando con apposita segnaletica le notizie storiche sul sito». I firmatari della petizione considerano il parcheggio «un’opera inutile e dannosa, che andrebbe solamente ad aggravare il presente stato di degrado di piazza Unione e la crisi identitaria che già affligge Porta Nuova».
Ma sull’ipotesi di fare un passo indietro Mascia si mostra irremovibile: «I lavori vanno avanti», dice, «per noi è un’opera strategica. C’è grande rispetto per le origini e la storia di Pescara, ma un parcheggio non vuol dire compromettere quello che c’è sotto: se la Soprintendenza dovesse ritenere di realizzare saggi o carotaggi li faremo». (y.g.)

