Piazza Unione trappola per pedoni e biciclette

Nella giungla intorno alla rotatoria spunta la barriera fai da te
PESCARA. Automobili che rischiano di schiantarsi contro i negozi, biciclette e autobus che si sfiorano sulla strada, ciclisti che pedalano contromano e sulle aree di servizio dei distributori di benzina, skate-board che sfrecciano sul rondò. Sono solo alcune delle segnalazioni che ieri sono pervenute dagli esercenti di piazza Unione, all’indomani dell’incidente che ha visto coinvolta un’anziana investita da un’automobile, per fortuna senza gravi conseguenze. Sotto accusa, la già contestata rotatoria senza strisce pedonali intorno, e i conseguenti rischi che poi gli esercenti intorno fronteggiano con soluzioni tampone. Come da Kapitol-kebab: «A volte le macchine escono fuori dall’asse attrezzato a tutta velocità, talmente alta», racconta Elena Alessandra Shishklina, che gestisce il locale in cui si mangia carne, «che sembra che stiano per entrare nel negozio. A volte si sente lo stridìo dei freni davanti alla nostra vetrina e per questo abbiamo installato una panchina di fronte a noi, che fa da barriera».
Insomma, una panchina usata come una qualsiasi barriera jersey da autostrada per ripararsi dalle vetture, tanta è la paura dei gestori del locale. «Proprio lunedì scorso, tra l’altro», continua Shishklina, di origine russa, «io e altri esercenti della zona ci siamo spaventati per un’ambulanza che giustamente andava a tutta velocità. Ci siamo fatti sentire dal Comune, ma non è accaduto nulla: almeno mettessero dei paletti sul marciapiede, così da non far attraversare la strada ai pedoni».
Nel mirino dei commercianti c’è poi il cordolo che, restringendo la corsia che da viale Marconi s’incrocia con piazza Unione, in direzione sud-nord, costringe, per usare un gergo calcistico, a uno «spalla a spalla» ciclisti e autobus. «Tutt’e due insieme, una bicicletta e un bus», fa notare Igino Canegiani, gestore dell’area di servizio Esso, proprio su piazza Unione, «lì non ci passano».
Ma i rischi non finiscono qui. Non essendoci una pista ciclabile, infatti, i ciclisti - sia quelli indisciplinati che da nord verso sud viaggiano contromano, e in più sul marciapiede del ponte Risorgimento, sia coloro che da sud vanno verso nord - s’immettono indebitamente nell’area riservata al rifornimento di carburante del distributore di benzina. «E se un cliente apre all’improvviso la portiera dell’auto», si chiede Canegiani, «proprio mentre sta passando una bicicletta, che succede?».
Ma l’elenco dei disagi posti all’attenzione non finisce qui.
«Le strisce pedonali che tagliano la carreggiata al termine di via Marconi sono troppo vicine all’uscita della rotatoria», rimarca il benzinaio, «e le macchine sono costrette a delle brusche frenate per non investire i pedoni. E poi», s’interroga ancora Canegiani, «perché non tagliano un pezzo di cordolo, sul lato destro della strada, direzione sud-nord? Non solo perché è inutile, in quanto nessuna macchina segue la circonferenza della rotatoria, ma anche perché così la corsia si allargherebbe».
Ma il rischio è ora anche un altro, come fa notare il titolare del bar Otello, Guido Pettine: «Ogni tanto si vedono dei ragazzi», mette in evidenza il commerciante, «che scendono con lo skate-board dalla rotatoria passando sulla carreggiata per raggiungere il marciapiede opposto».
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