Picchiata donna incinta di 4 mesi Salvata dall’allarme dei vicini

15 Dicembre 2021

Una 21enne presa a botte dal compagno all’apice di una lite, ora è in ospedale per i controlli al feto Scatta la denuncia per l’uomo che con la polizia si giustifica così: «L’ho fatto per rabbia, è la prima volta»

PESCARA. Riempita di botte al quarto mese di gravidanza dal compagno. Salva grazie all’intervento dei vicini di casa, che sentendo le urla, hanno allertato il 113. L’ennesima storia di violenza si è consumata, ieri mattina, in città. La donna, una 21enne pescarese, è finita in ospedale, riportando una prognosi di 25 giorni. L’uomo, un egiziano poco più grande di lei, di 23 anni, è stato invece denunciato dai poliziotti della squadra volante, coordinati da Paolo Robustelli, con l'accusa di lesioni personali aggravate. È stato inoltre disposto l’allontanamento dalla casa familiare. Agli agenti ha detto che era la prima volta che arrivava a picchiare la compagna e di averlo fatto a seguito di uno scatto d’ira. La ragazza, molto provata, ha sporto querela, confermando quanto detto dal compagno ossia che, sino a ieri, non era mai stata malmenata dal suo fidanzato o comunque mai in quel modo. Sull’episodio sono in corso approfondimenti.
L’allarme alla centrale operativa del 113 è scattato alle 6 del mattino. A chiamare la polizia, alcuni vicini di casa, preoccupati per i rumori e le grida disperate che provenivano dall’appartamento della coppia. Una volta sul posto, i poliziotti si sono trovati davanti la ragazza, con segni evidenti sul corpo di un’aggressione. Subito ha detto di essere incinta e quindi di temere per il suo piccolo. È stato allertato il 118 e accompagnata in ospedale, dove è stata sottoposta a tutti gli accertamenti, in primis per verificare le condizioni del feto.
Soltanto 24 ore prima, si era registrata un’altra violenza: a finire al pronto soccorso del Santo Spirito era stata una donna ucraina, picchiata a sangue dal compagno, un tunisino di 44 anni, arrestato in flagranza dagli agenti delle Volanti per maltrattamenti. Anche lui, come l’egiziano, è stato allontanato dalla casa familiare. Non potrà, inoltre, avvicinarsi per nessun motivo alla vittima, da tempo residente a Pescara. Un inferno per lei iniziato qualche mese quando ha deciso di andare a vivere con l'uomo, che da subito si è dimostrato aggressivo. Tra i motivi dei suoi comportamenti violenti, il vizio del gioco. La donna ha raccontato ai poliziotti che il compagno spendeva parecchio denaro per le macchinette videopoker e per acquistare gratta e vinci nelle tabaccherie. Due giorni fa, al suo rifiuto di dargli ancora soldi per giocare, lui ha reagito più del solito prendendola a calci e colpendola ripetutamente ad una gamba. Non solo, le avrebbe vietato di recarsi al pronto soccorso o di chiamare il 118. Per fortuna, le sue grida hanno messo in allarme il padrone di casa, che ha chiamato il 113. Ai poliziotti della squadra volante, l’uomo ha poi riferito di aver assistito, nelle ultime settimane, ad almeno sei episodi di questo genere. Discussioni, al culmine dei quali, il tunisino picchiava la compagna, distruggendo tutto ciò che si trovava davanti.