Piccoli Comuni in difficoltà Personale ridotto all’osso

10 Dicembre 2020

Incontro con il prefetto: chiesti un piano assunzioni e il rinnovo del contratto

CASTIGLIONE A CASAURIA . Abbateggio, Pescosansonesco, Castiglione a Casauria. Sono solo alcuni dei piccoli Comuni che si trovano fare i conti con una riduzione ormai cronica del personale e che devono garantire i servizi con appena uno o due dipendenti. Una fotografia che ritrae il settore del pubblico impiego svuotato di risorse economiche e umane. Uno dei tanti motivi che ha portato le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil a indire uno sciopero generale in tutta Italia.
A Pescara il sit-in si è svolto ieri mattina davanti alla sede della prefettura, dopo un incontro con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo a cui sono state consegnate le rivendicazioni che riguardano il rinnovo del contratto, un piano assunzioni per compensare i 500mila pensionamenti dei prossimi due anni, la stabilizzazione dei precari, il potenziamento delle misure di sicurezza in piena pandemia e la modernizzazione della pubblica amministrazione. «Il contratto è scaduto da 24 mesi e ancor prima era rimasto fermo da 10 anni. Prima del lockdown avevamo presentato una piattaforma con le nostre richieste», evidenzia Paola Puglielli, segretaria regionale della funzione pubblica Cgil Abruzzo Molise.
«Il dialogo con il ministero si è interrotto a causa dell'esplosione dell'emergenza, ma a oggi non siamo mai stati convocati e il Governo ha stanziato i fondi in maniera unilaterale. Questo è uno sciopero per il Paese, perché la pubblica amministrazione dà salute, istruzione, sicurezza e disinvestire sul pubblico impiego significa privare dei diritti la popolazione, a partire dalla salute». Lo sciopero nazionale ha riguardato i comparti delle aree pubbliche di sanità, trasporti, funzioni centrali e funzioni locali. «Nell'immaginario collettivo, se si pensa al lavoratore del pubblico servizio, si pensa alle mezze maniche in ufficio che scansano il lavoro», sottolinea Leonida Mazza, segretario della Fp Cgil Pescara. «Non è così, oggi parliamo di chi lavora nelle rianimazioni, nella polizia municipale, penitenziaria, dei vigili del fuoco. Tutti coloro che garantiscono servizi, sicurezza e salute. Con la pandemia abbiamo visto cosa succede quando il risparmio viene fatto tagliando i servizi, invece di investire in tecnologie e professionalità».
«Nella Provincia di Pescara», analizza Vincenzo Mennucci, segretario generale Cisl Fp Abruzzo Molise, «tolti i più grandi, abbiamo Comuni piccolissimi, che danno servizi alla collettività con risorse di personale risicatissime all'osso. In questa emergenza, i dipendenti dei pubblici servizi hanno dato una risposta pesante in senso numerico alla collettività, anche perdendo vite umane nella sanità». Altra nota dolente, il tema del lavoro agile. «I dipendenti hanno lavorato con attrezzature e strumenti propri e ciononostante è stata data una risposta eccelsa, ma più che smart working, dovremmo parlare di lavoro confinato casalingo» aggiunge Mennucci.
«Cerchiamo di fare in modo che i servizi delle Pa vengano digitalizzati al massimo e che il lavoro agile diventi una modalità ordinaria di lavoro», condivide Giampiero Fattore, segretario generale UilPa Pescara, «perché al momento è uno smart working artigianale. Negli ultimi anni la Pa sta subendo una involuzione: abbiamo avuto un contratto fermo per 10 anni e non vogliamo che si ripeta la stessa tempistica per il futuro. Chiediamo assunzioni e un pubblico impiego più moderno».
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