Pietranico tra futuro e risanamento

8 Maggio 2018

Verso le elezioni del 10 giugno: i temi e le proposte di Del Biondo e Di Berardino

PIETRANICO. I probabili candidati alla poltrona di sindaco, Francesco Del Biondo primo cittadino uscente e Paolo Di Berardino che lo sfidò anche cinque anni fa, stanno lavorandao da tempo per comporre la lista con cui concorrere alle elezioni amministrative di giugno. Del Biondo dice che seppur dovranno essere 10 i candidati oltre il capolista, non ha problemi di numeri «anzi, ci sono difficoltà per la selezione per evitare che chi desidera concorrere resti deluso per la esclusione». La maggiore difficoltà per Di Berardino invece è quella del reperimento dei candidati poiché lui punta soprattutto nel segmento giovanile della popolazione dove in realtà «si vuole aggregare le nuove professionalità che garantirebbero rinnovamento e porterebbero entusiasmo nel cercare le occasione più propizie per far progredire il paese. Non ci si vuole esporre», spiega Di Berardino «non si ha più fiducia nella politica e soprattutto nessuno ci crede più, tanto più qui dove è tangibile il mancato progresso o crescita sociale».
Del Biondo porta avanti la tesi della continuità amministrativa «poiché» dice «ci sono tanti progetti e procedimenti avviati in attesa di essere finanziati e conclusi. Lui punta soprattutto sul progetto di restauro dell'antica chiesa dell'Oratorio, gioiello di architettura barocca e punto di riferimento per il territorio». Altri temi che gli stanno a cuore il risanamento del territorio dissestato su vaste aree, il miglioramento dell'impianto sportivo e soprattutto la crescita del sociale nel piccolo centro che non arriva a 500 residenti con circa 400 elettori, prova della presenza di una popolazione anziana bisognosa di tante cure ed attenzioni. «La vera necessità per il nostro centro», afferma Di Beradino «è quella di dotarsi di un piano regolatore generale e di un piano di recupero del centro storico, oltre che uno strumento paesaggistico che salvaguardi il nostro patrimonio territoriale. Poi è nnecessaro il coinvolgimento di quanti hanno le capacità di collaborare. Qui non ci sono stati progressi negli ultimi anni, non è stato realizzato niente, il nostro sembra un paese abbandonato a se stesso che soffre anche un avanzato degrado delle strade di collegamento. E' necessario», conclude «riappropriarsi di una vera identità».