Pineta dannunziana: dossier e flash mob

PESCARA. Un dossier sulla Pineta dannunziana redatto dall’associazione politico-culturale Radici in comune, accompagnato da un flash mob «sul destino del legname di esbosco delle attuali operazioni...
PESCARA. Un dossier sulla Pineta dannunziana redatto dall’associazione politico-culturale Radici in comune, accompagnato da un flash mob «sul destino del legname di esbosco delle attuali operazioni di bonifica».
L’iniziativa “No Co2” parte dalla lista civica formata da attivisti radunati intorno a Simona Barba, che alle prossime elezioni amministrative appoggerà il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini. L’appuntamento è questa mattina alle ore 11 in via Silone, di fronte al cancello di ingresso sud della riserva dannunziana. «L’area protetta istituita ben 24 anni fa», spiegano gli attivisti, «ad oggi ancora non è dotata di un comitato di gestione come anche della direzione scientifica. Non si può che documentare l'inerzia gestionale naturalistica più totale».
«Un nuovo incendio incombe sulla Riserva Dannunziana», proseguono gli attivisti di Radici in comune, «dopo quello della triste giornata del primo agosto del 2021, che ha mandato in fumo centinaia e centinaia di arbusti e alberi, ora se ne annuncia uno nuovo, subdolo, invisibile e ancor più distruttivo, e questa volta deciso e voluto dall’uomo. Ma a differenza del primo, a cui farà seguito nuova vita, il secondo molto probabilmente darà luogo a energia e poi anidride carbonica: CO2». Da qui una serie di interrogativi: «Si apprende che i tronchi rimossi dalle aree percorse dal fuoco del 2021, e per adesso stoccati in cataste recintate sempre all’interno dell’area protetta, saranno venduti. A chi? Per farne cosa?».

