Pineta, la rinascita dopo il rogo «Ma ora il pericolo è la siccità»

L’assessore Seccia: con il caldo si rischia di perdere le piante che stanno ripartendo, bisogna irrigare Oggi sopralluogo degli esperti. Il Comune ha attivato due termocamere per rilevare eventuali focolai
PESCARA. Se prima c’era solo cenere, ora salta all’occhio il verde. E in mezzo a quella distesa ci sono tanti piccoli pini, un primo segno tangibile della rinascita della Pineta dopo l’incendio del primo agosto dell’anno scorso. Superata la primavera e arrivata l’estate, nel comparto 5 (da sempre chiuso al pubblico), è visibile «una discreta rinnovazione», usando i termini di Dario Febbo, uno dei tre esperti (con Gianfranco Pirone e Nevio Savini), che stanno affiancando il Comune dopo il rogo spaventoso dell’altra estate. Ieri hanno incontrato i rappresentanti del Comune, primo tra tutti il sindaco Carlo Masci, e stamani, su loro richiesta, in considerazione della «siccità abbastanza forte» che ha caratterizzato le ultime settimane e che «può compromettere la rinnovazione», andranno a «verificare, come, quando e dove irrigare» la zona, dando a due associazioni di protezione civile «le istruzioni per procedere nei mesi di luglio e agosto, in previsione di temperature piuttosto alte», spiega Febbo. Ciò che nota in maniera evidente chi passa davanti al comparto 5 sono le «latifoglie», vegetazione a foglie larghe spuntata dopo il taglio dei tronchi bruciati (dovranno diventare piante), ma ci sono anche dei «pini molto bassi. Sarà l’Università dell’Aquila, incaricata del monitoraggio dell’area, a dire quanto è stata intensa questa rinnovazione, e poi vedremo il da farsi», conclude Febbo che, con gli altri esperti, aveva previsto questa ripresa naturale della Riserva, dopo almeno un anno dal rogo.
«Per tutelare la vegetazione, l’irrigazione potrebbe cominciare già la settimana prossima, nel comparto 5», spiega l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia sottolineando il «rischio che si corre se non piove: con questo caldo potremmo perdere tutto ciò che sta rinascendo» per cui, su segnalazione degli esperti, si è deciso di intervenire.
«Con la Regione, poi, si sta valutando quali sono le competenze», sul fronte della prevenzione, ma un passo è stato già fatto con l’attivazione, nell’ambito di un progetto europeo, «di due termocamere, una sul perimetro dell’Aurum e una in via della Bonifica», che individuano sul nascere eventuali roghi per la segnalazione alla polizia municipale», conclude Seccia. Guardando ai mesi scorsi Masci ricorda che «abbiamo promosso l’appalto per ripulire il comparto 5 e il primo intervento è finito». «Ciò che resta delle piante bruciate», spiega l’assessore Gianni Santilli, «sarà smaltito, anche per prevenire altri episodi dello stesso tipo. E le somme che attendiamo dall’assicurazione saranno destinate alla sistemazione della zona ancora recintata nel comparto 3 (quello del laghetto), con la ricostruzione della casetta dei pensionati. Intanto Regione, Comune e Protezione civile stanno lavorando per fare la quadra sulla prevenzione, ma servono fondi». Intanto, ricorda Masci, «abbiamo avviato l’esproprio di una porzione di pineta di fronte all’Aurum e a settembre, finita la strada che costeggia il comparto 5, potremo accorpare i comparti. Un passaggio, questo, atteso da venti anni», fa notare il sindaco ricordando i lavori in via Pantini. È passato un anno dall’incendio, «ma poco tempo rispetto alle procedure da affrontare, considerato il Piano di assetto naturalistico. Quello è stato un giorno drammatico in cui c’è stata la presa di coscienza che la pineta, al centro della città, è un bene prezioso ma è molto delicato».

