Pineta, tre anni per eseguire due espropri
La maggioranza pronta ad allargare la riserva naturale dannunziana: si vota l’apposizione del vincolo
PESCARA. Potrebbero volerci tre anni, a partire da oggi, per firmare i decreti di esproprio e allargare la Pineta dannunziana. Nel consiglio comunale di questa mattina alle ore 10, l’amministrazione Masci mira a mettere il vincolo per due espropri: il primo, da 1.350 metri quadrati, si trova in prossimità dell’ingresso del parco da via della Bonifica; il secondo, 12.985 metri quadrati, è in corrispondenza dell’incrocio tra via D’Avalos e via della Pineta.
La delibera al voto oggi dice che la riserva naturale è una priorità dell’amministrazione Masci: «I vertici di governo dell’ente hanno in più occasioni mostrato particolare interesse alle riqualificazione e conservazione della riserva naturale atteso che a beneficio della stessa sono state stanziate considerevoli risorse economiche per l'esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, soprattutto a seguito degli incendi del 1° agosto 2021 per cui risulta opportuno avviare un percorso amministrativo funzionale a rendere tutte le aree all'uopo previste, di proprietà pubblica, nonché eseguire propedeutici interventi».
Che la procedura degli espropri si chiuda senza uno strascico giudiziario, al momento, non è affatto certo: la possibilità che gli espropri inneschino un braccio di ferro giudiziario emerge da due osservazioni recapitate al Comune. La prima dice così: «Si eccepisce l’erroneità della procedura seguita dal Comune di Pescara che non ha tenuto conto, anche ai fini della determinazione del valore dell’indennità, del realizzando fabbricato assentito con permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica del 2018». Il proprietario chiede di «rivalutare» l’importo offerto dal Comune (124.006,25 euro) «tenuto conto anche dei danni patrimoniali subiti». Anche la seconda contestazione contiene la minaccia di passare alle vie legali senza un ritocco della cifra (137.121,60): «L’indennizzo non potrà non tener conto di tutti i costi sostenuti dal proprietario, gli stessi in questa sede non sono prodotti in quanto tutti di evidenza pubblica, e della perdita di valore del capitale investito. In merito alla legittimità degli atti posti in essere, non entro nei profili di interesse della magistratura ordinaria e contabile».
Ma una relazione del Comune spiega che, con due trattative mirate, si potrebbe raggiungere il punto d’incontro ed evitare l’avvio di un procedimento giudiziario: «In quella stessa sede», dice la relazione, «ci si riserva di valutare l’indennizzo compatibile con la legittimità delle opere ad oggi esistenti sulle aree oggetto di esproprio». (p.l.)
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